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Nonostante l’addio di Giovanardi, l’Udc nel modenese non è stato annientato. E adesso può giocare un ruolo chiave in vista delle amministrative del 2009. Sulle prese di posizione di Udc e Lega interviene Aimi (An).

10mila voti in meno, ma l’annientamento non c’è stato. Gli oltre 17mila voti conquistati, consegnano all’Udc modenese, orfano di Giovanardi e fuori dal Popolo della libertà, la possibilità di giocare un ruolo importante nelle prossime elezioni amministrative. Il commissario regionale, il modenese Davide Torrini, per ora si gode il risultato nazionale con la quarantina di deputati eletti, i soli sopravvissuti al voto utile e al duopolio Berlusconi-Veltroni, che definisce “paladini della democrazia”, ma intanto guarda al 2009 quando – ci spiega – l’Udc non farà scelte di campo preventive, ma discuterà liberamente sia con il Pd sia con il Popolo della libertà. Ieri la Lega nord, con il consigliere regionale Mauro Manfredini che ha sottolineato che non ci sono accordi, obblighi per le amministrative, e che si valuteranno i programmi, oggi l’Udc, a livello locale le alleanze paiono tutt’altro che rigide. Sulle prese di posizione di Lega e Udc in vista delle elezioni amministrative interviene il consigliere regionale di An, Enrico Aimi, che sollecita il leghista Manfredini a sciogliere subito i dubbi e a scegliere il Pdl o il Pd. “Stupefacente”, poi, secondo Aimi, l’idea di Torrini di aprire un dialogo con il Partito democratico, lontano dalle posizioni del Partito popolare europeo. Sul tema è tornato ad intervenire anche Manfredini, che al Pdl ha ribadito che la Lega è pronta ad andare da sola se non ci sarà un programma condiviso, che metta al centro la sicurezza dei cittadini.


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