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L’esito delle elezioni politiche sembra convincere gli imprenditori. Ma più della vittoria di Berlusconi, è la prospettiva di governabilità a dare fiducia. Giudizio sospeso da parte dei sindacati che dicono: “Valuteremo i fatti”.

Governabilità e semplificazione. Sono le due parole chiave della XVI legislatura, almeno secondo le organizzazioni economiche che, al di là del successo di Berlusconi, vedono in questi due fattori, possibili elementi chiave per il rilancio del Paese. Governabilità e semplificazione che dovrebbero consentire, secondo gli imprenditori, l’attuazione in tempi brevi di misure volte al rilancio della competitività e dei consumi. Vittorio Fini, presidente di Confindustria Modena, indica come priorità da affrontare la mancata crescita economica e auspica che “anche con il contributo di un’opposizione nuova, coesa e costruttiva, si possano varare le riforme di cui l’Italia ha bisogno”. Carlo Galassi, presidente provinciale di Confcommercio chiede che si proceda subito a ridurre la burocrazia e ad alleggerire il peso fiscale che grava sulle piccole e medie imprese. “L’auspicio – dice – è che la prossima sia una legislatura costituente”. Per Confesercenti bisogna scommettere sulle piccole e medie imprese con provvedimenti rapidi a sostegno della domanda interna e dell’offerta. Tra le priorità: energia, innovazione, infrastrutture, riduzione delle imposte e della burocrazia. Più cauti i sindacati che preferiscono sospendere il giudizio, per valutare prima i fatti concreti del nuovo Governo. I segretari provinciali di Cisl e Uil, Falcone e Tollari, sottolineano l’urgenza di provvedimenti a favore del potere d’acquisto di salari e pensioni e chiedono a Berlusconi di partire dalla piattaforma, approvata lo scorso autunno insieme alla Cgil, su retribuzioni, pensioni e fisco.


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