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La regina della Scala, che come sempre ha travolto tutto e tutti, con la sua energia e la sua passione per la musica.

Per un attimo è come se fossimo tornati a quella sera del 1963 quando La Scala si innamorò di Mirella Freni. Debuttava nel ruolo di Mimì nel celebre allestimento della Boheme di Franco Zeffirelli, diretto dal Maestro Von Karajan. E per la modenese fu un trionfo che le spalancò le porte dei teatri di tutto il mondo. Gli applausi e il calore del suo pubblico, ieri sera, 52 anni dopo, sono stati gli stessi. Un minuto, tondo tondo di applausi, al momento dell’ingresso sul palco, per l’originale “prima”  voluta da Riccardo Chailly e Alexander Pereira,  direttore musicale e artistico della Scala che hanno aperto per la prima volta il Teatro a un omaggio – intervista a un grande artista. Una formula che ha convinto il pubblico, merito anche delle capacità dei critici musicali Elvio Giudici e Alberto Mattioli, e degli splendidi filmati d’epoca in cui la voce di Mirella Freni è tornata a emozionare tutti. Al resto ha pensato lei, la regina della Scala, che come sempre ha travolto tutto e tutti, con la sua energia e la sua passione per la musica.


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