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Per l’artista carpigiano, undici brani, tra inediti e cover, da ballare che vanno dallo swing al reggae, suonati insieme a una big band.

Si chiama ‘Sangue blues’ il nuovo album che riporta sulla scena discografica Paolo Belli dopo tre anni di assenza dai negozi di dischi. Un po’ crooner e un po’ showman, che alterna palcoscenico, studio di registrazione e televisione, per il suo ritorno il musicista e cantante modenese si è affidato alle note di undici brani da ballare che vanno dallo swing al reggae, passando dal boogaloo e da altro ancora, il tutto suonato assieme a una big band. Nella scaletta dell’album ci sono brani inediti e cover di motivi celebri come ‘Vengo anch’io’, ‘Un mondo perfetto’, ‘Un giorno speciale’ e altri. “Variare è sempre stata la mia grande libidine – racconta l’artista carpigiano – ma anche il mio problema. Se fossi stato furbo avrei seguito la strada di un solo genere, ma non posso fare a meno di farmi emozionare da tutto quello che è musica. Scrivo il genere che mi piace e credo sia una fortuna, perché se chi fa il mio lavoro cerca la libertà, io devo dire di sentirmi un uomo libero”. Poi c’è l’ironia, tanta, che nella musica di Paolo Belli è presente dai tempi dei primi lavori e da quelli dei Ladri di Biciclette, gruppo da lui fondato negli anni Ottanta. “L’ironia per me è fondamentale – ammette Belli – e tra i miei ascolti principali ci sono quei personaggi che dell’ironia hanno fatto un punto fermo, da Jannacci a Buscaglione”.


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