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Campagna cresciuta in maniera impressionante sui social network nel corso degli ultimi mesi e che ad oggi ha raccolto quasi 17mila adesioni.

#iononmicancello: avvocati e farmacisti, ma anche geometri, architetti e freelance uniti contro l’iniquità. Hanno protestato tutti insieme, oggi a Roma, per la promozione di un modello fiscale e previdenziale più equo per il lavoro autonomo. Uno speakers’ corner, in prima persona con un megafono in mano a raccontare la propria storia, per dare sblocco ad una campagna cresciuta in maniera impressionante sui social network nel corso degli ultimi mesi e che ad oggi ha raccolto quasi 17mila adesioni. #anchenoisiamofarmacisti #avanticonleliberalizzazioni, twittano da giorni i “giovani” farmacisti delle parafarmacie. Si aspettavano la liberalizzazione dei farmaci di fascia C e invece, col disegno di legge sulla concorrenza varato venerdì scorso, il governo non solo ha rimesso nel cassetto questa proposta ma, di contro, ha aperto alle società di capitale la proprietà delle farmacie. I giovani avvocati, invece, contestano in particolare la richiesta della Cassa Forense di versare un contributo associativo che arriva a quasi 4000 euro all’anno a prescindere dal reddito. Ma al loro fianco, a Roma, si sono schierati anche ingegneri, architetti e geometri, archivisti e tante altre professioni tecniche e collaboratori a partita Iva. Insomma, un’intera generazione di giovani che dopo anni di studi faticano a trovare uno sbocco lavorativo. E che al Governo chiedono solo una cosa: non essere più invisibili.


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