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Con calo continuo suini a rischio il patrimonio agroalimentare italiano. Vincenzi: “occorrono azioni decisive per valorizzare e promuovere il vero made in Italy”

E’ San Martino il giorno che chiude e apre l’annata agraria, il tempo di raccogliere i dati ed ecco che arriva il bilancio 2013. Con una buona notizia, ossia il segno più. I risultati parlano di una crescita del 4% rispetto al 2012. Salgono le produzioni vegetali, mentre calano quelle animali, soprattutto a causa del comparto del latte vaccino e dei prezzi del parmigiano che continuano a scendere. Diminuisce la carne bovina e quella suina. E’ stata invece un’ottima annata per il pero, sia per le rese che per i prezzi, in crescita anche grazie all’export, mentre è calata la superficie coltivata. Molto bene anche le mele, stabile la vite, in crescita il ciliegio, male – colpa del tempo – l’albicocco. Si è chiuso un periodo difficile, dominato dal sisma e dalla siccità del 2012, e si sta aprendo un nuovo settennio di una politica agricola comune ancora da valutare.

 

“Occorrono azioni decise per valorizzare e promuovere il vero Made in Italy alimentare e non assistere ad una svendita della nostra economia e dei nostri territori che rischia di danneggiare irrimediabilmente il nostro vero grande patrimonio”. E’ invece  il commento del presidente di Coldiretti Modena, Francesco Vincenzi ai dati dell’annata agraria presentati dalla Provincia di Modena, che vedono per la prima volta a Modena scendere il numero dei suini al di sotto dei 300mila capi.

 

“Dispiace vedere – sottolinea Vincenzi – come uno dei nostri comparti di punta, quello della carne suina, stia subendo un declino inarrestabile che lo ha visto passare dal primo al quarto posto nell’economia provinciale”. Secondo i dati della Provincia, infatti i suini allevati a Modena sono infatti calati nel 2013 di 22.400 capi, con una diminuzione del 7% rispetto al 2012 arrivando così a 295 mila 623 capi (nel 2002 erano oltre 473 mila).

 

“E’ una situazione che non rende giustizia alla storia e alla tradizione della nostra zootecnia basata su qualità, rispetto ambientale ed eticità – aggiunge il Presidente di Coldiretti Modena. Un comparto che con le sue produzioni di eccellenza ha dato lustro all’economia provinciale e nazionale ma che oggi subisce la concorrenza sleale di quanto arriva dall’estero ed entra indistintamente nel circuito delle produzioni italiane sottraendo spazi di mercato e posti di lavoro.”

 

“Purtroppo – continua Vincenzi – il quadro positivo che emerge dalla fotografia dell’agricoltura provinciale, che continua a primeggiare a livello regionale e nazionale, non mette in luce il vero problema dell’agricoltura: il mancato reddito degli agricoltori. All’aumento della Produzione Lorda Vendibile, infatti, fa da contraltare un aumento dei costi che fa assottigliare sempre più la fetta di reddito che rimane in tasca agli agricoltori.”

 

“Per questo – conclude il Presidente di Coldiretti Modena – è importante, soprattutto, in un momento di grave crisi in cui il nostro Paese è alla ricerca di azioni e risorse per il rilancio dell’economia e della crescita occupazionale, attivare tutte le azioni per tutelare il reddito dei nostri agricoltori e gli allevatori che possono assicurare la qualità, la salubrità, le caratteristiche e l’origine dei prodotti alimentari, funzionali a garantire la salute ed il benessere dei consumatori.”


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