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Il settore dell’autotrasporto si ferma per protestare contro il taglio del rimborso delle accise sul gasolio. Proclamato unitariamente da tutta la categoria lo stato di agitazione

Il Governo annuncia tagli ai rimborsi sulle accise e i camion si fermeranno 5 giorni, rimanendo in sosta all’interno dei piazzali aziendali da lunedì 9 dicembre a venerdì 13 dicembre. Fermi per un giorno anche taxi, autonoleggi e pullman. Lo ha deciso Unatras, l’Organizzazione nazionale che raggruppa tutte le Associazioni del trasporto. Oltre 16.000 le imprese coinvolte in Emilia Romagna. Per informare e sensibilizzare la cittadinanza sul momento critico che da oltre tre anni sta vivendo il comparto, verranno organizzati alcuni gazebo presso i principali caselli autostradali della regione.

Così non si può andare avanti dicono gli imprenditori. Uno stato d’animo di cui si fa interprete il Presidente di Cna-Fita Emilia Romagna, Daniele Giovannini – che spiega: “Le imprese del trasporto sono state colpite duramente dal caro-accise, a cui si è aggiunto anche l’aumento dell’Iva. Una situazione ormai insostenibile per aziende, che vedono erodere giorno dopo giorno il proprio reddito, mettendo a rischio la propria capacità di sopravvivere e stare sul mercato”. Gli autotrasportatori chiedono di escludere dalla Legge di Stabilità il taglio del 25% del rimborso delle accise, rimborso che serve a garantire un trattamento fiscale differenziato fra chi usa il gasolio personalmente e chi, invece, lo utilizza nell’ambito dell’esercizio dell’attività di impresa. In secondo luogo: garantire le risorse preesistenti in ordine alla riduzione dei premi Inail, al recupero Servizio Sanitario Nazionale e al rimborso dei pedaggi autostradali; contrastare l’illegalità e riformare l’Albo degli Autotrasportatori.
“La mobilità delle merci – sottolinea il segretario regionale di Cna – Fita, Elmo Giovannini – è elemento strategico per la competitività del sistema economico. Dunque non si può parlare di rilancio dell’economia senza sostenere e rilanciare il trasporto”. Nei giorni del fermo, saranno assicurati i servizi essenziali col rifornimento a scuole e ospedali.


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