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I sindacati e la Federazione delle Banche di Credito Cooperativo sono distanti sul rinnovo del contratto. Interessati 3097 lavoratori

Sciopero dietro l’angolo per i 3.097 lavoratori del sistema delle Bcc, le banche di credito cooperativo. L’oggetto del contendere è il contratto collettivo specifico di lavoro (Ccsl) di cui istituti di credito e sindacati hanno discusso l’8 e il 14 novembre scorsi per cercare una conciliazione e “addivenire ad un accordo di rinnovo” con “conseguente pagamento del Premio di risultato”. Ma è stata fumata nera: la federazione delle Bcc “ha comunicato che al momento non ha nessun mandato” a chiudere e quindi la conciliazione non c’è stata con il risultato che ora le sigle sindacali “sono legittimate a proclamare qualsiasi iniziativa di sciopero, con il preavviso previsto dalla legge di 11 giorni”.

 

Lo spiegano Dircredito, Fabi, Fiba-Cisl, Fisac-Cgil, Ugl e Uilca-Uil in un documento congiunto (diffuso oggi sul sito della Fiba regionale) in cui sottolineano anche di aver “invitato la Federazione ad avere il necessario mandato per aprire le trattative nel piu” breve tempo possibile. Se ciò non avverrà entro i prossimi giorni” i sindacati “intraprenderanno ulteriori iniziative aggiuntive con presidi davanti alle principali filiali delle Bcc” con “un solo giorno di preavviso”. Le sei sigle confidano comunque che il loro “senso di responsabilità finora tenuto venga condiviso anche dalla controparte per arrivare all’intero rinnovo del Ccsl compreso il pagamento del meritato Premio di risultato”


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