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Andrea Mazzi paga solo per quello che condivide e si appella all’Europa

Tasse per le spese militari e per l’aborto? No grazie. Andrea Mazzi, ingegnere modenese, membro della comunità Papa Giovanni XXIII è passato dal dire al fare e da 25 anni non paga quella percentuale al fisco, circa 50 euro, che finisce per finanziare le missioni militari e l’interruzione di gravidanza. O meglio, Mazzi versa quel denaro dove più gli garba, ovvero all’ufficio nazionale per il servizio civile. Coerenza? Evasione? Chiamiamola come più ci piace. Certamente una ribellione, che, se i primi anni è passata inosservata, è costata già all’ingegnere il sequestro dell’auto per 9 mesi. Lui però, imperterrito va dritto per la sua strada, per la precisione va dritto in tribunale dove ha presentato ricorso chiedendo che a decidere sulla questione sia la corte di giustizia Europea. Insomma, se tra un circa un mese la commissione tributaria di Modena dovesse passare la palla all’Europa si creerebbe un precedente indipendentemente dall’esito. E di questi tempi c’è di che divertirsi.


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