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Inverno a segno decisamente meno, colpa di crisi e di assenza della neve

Calano le presenze in Appennino. La montagna modenese chiude la stagione con un bilancio in negativo che oscilla fra il -20 e il -25%. Un dato, quello registrato dalle località principali, figlio della crisi, ma anche e soprattutto dell’assenza della neve in particolare durante le festività natalizie. Il solo sorriso è legato al periodo in cui le precipitazioni sono state abbondanti, a febbraio, quando, come emerge dal bilancio presentato da Assoturismo Confesercenti “si è registrato, rispetto allo scorso anno, un leggero incremento dei vacanzieri”. Per oltre un mese l’aumento di sciatori specie nei fine settimana ha, dunque, contribuito almeno in parte ad arrestare una caduta libera delle presenze che non avrebbe avuto precedenti.
Spiegare le cause del calo non è difficile. Specie a capodanno la neve era scarsa e poche erano le piste aperte, nonostante l’ottimo lavoro degli addetti ai comprensori sciistici. Di conseguenza hanno prevalso i periodi di vacanza brevissimi, con le permanenze in Appennino ridotte a una o al massimo due notti. Fra gli alberghi ha limitato i danni chi ha investito nella propria struttura, offrendo servizi in più rivolti al benessere della persona.
Male è andato anche il mercato degli affitti di case, che quest’anno ha fatto segnare un calo ugualmente brusco del 10%. E chi ha optato per l’affitto ha però ridotto drasticamente i consumi fuori casa. Tanto che da Pavullo in su, ristoranti ed esercizi pubblici hanno evidenziato un -15% medio di consumi, con punte anche del -17%.
Dati, conclude Assoturismo-Confesercenti Modena, attribuibili per “larga parte alle bizzarrie del meteo. La prolungata assenza di neve e le temperature in alcuni momenti elevate hanno caratterizzato oltre i 2/3 della stagione”.


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