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Uno strumento statistico e di analisi che offre una lettura dei fenomeni economico sociali della nostra provincia: è l’Osservatorio su economia e lavoro della Cgil

Sono state oltre 131.211 le assunzioni in provincia di Modena nel corso del 2011, con un incremento del 6,9% rispetto al 2010; l’81% di queste sono state a tempo determinato. Occupazione che si crea, per la maggior parte, nei settori dei servizi: sono circa 29mila le assunzioni nel settore manifatturiero, circa 7mila nel settore delle costruzioni, poco più di 15mila nel settore primario e circa 80mila le assunzioni nel settore dei servizi. Ma il rovescio della medaglia parla di un persistente ricorso agli ammortizzatori sociali, con la cassa integrazione straordinaria che ha ripreso a crescere, utilizzata in massima parte dalle imprese della meccanica, delle piastrelle e del tessile abbigliamento: è nei distretti industriali della provincia che si concentrano le situazioni di massima esposizione alla crisi e dove il fabbisogno di ristrutturazione è più marcato. E’ questo il quadro della situazione attuale delineato dall’Osservatorio dell’economia e del lavoro in provincia di Modena della Cgil, realizzato dall’Istituto di ricerca Ires Emilia Romagna. Una fotografia sulla fase economico-sociale e politica che il nostro territorio sta attraversando, segnata dal perdurare della crisi. E se delineare uno scenario futuro è estremamente difficile, dalla lettura dell’evoluzione della domanda di lavoro spunta quella che potrebbe rappresentare una risorsa per uscire dalla crisi: il lavoro femminile. La partecipazione delle donne al mercato del lavoro è infatti una delle peculiarità più positive che si registrano nella nostra provincia, fra quelle che hanno caratterizzato le dinamiche degli ultimi anni. 


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