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Il Comune di Riolunato, nel cuore dell’Appennino Modenese, è una delle quasi 2000 vittime della manovra di Ferragosto

Piccolo, troppo piccolo per poter restare. Con i suoi 737 abitanti il Comune di Riolunato non ha più le carte in regola per mantenere un posto nella mappa geografica degli enti locali e, assieme ad altri 1970 suoi simili, sparisce nei meandri della manovra di Ferragosto. Ardondlà, come lo chiamano i suoi pochi, troppo pochi abitanti, si accorperà alla vicina Montecreto, con buona pace del senso di appartenenza territoriale o campanilismo che sia. Non potrà fare appello al suo bel centro medievale e rinascimentale, alle sue ben 8 frazioni, ai 2516 metri di Monte Cimone che ospita nel proprio territorio e nemmeno a Giacomo, santo patrono: dalle prossime elezioni via al municipio, in vacanza permanete assessori e consiglieri. Lo Stato ha da tagliare 54 mila poltrone. La speranza resta l’inganno, che fa sempre coppia con la legge, perchè se è vero che l’articolo 1 della manovra relativa alla riduzione dei costi della politica prevede accorpamenti per i comuni con meno di mille abitanti, è vero anche che l’articolo 3 della stessa norma solleva gran parte dei comuni da questa incombenza. Ad una prima lettura sembra inevitabile l’accorpamento con Montecreto. E chi lo dirà alle Isole Far Oer, gemellate con il Rolunato che fu?


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