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L’unione Europea ha approvato un nuovo diplinare per tutelare produttori e consumatori

Riprodurre la nostra forma di Parmigiano e spacciarla per autentica sarà più arduo. Uno dei nostri prodotti culinari per eccellenza d’ora in poi sarà più tutelato. C’è voluto il suo tempo, otto anni, ma adesso il Parmiggiano Reggiano ha un nuovo disciplinare che porterà benefici, nelle intenzioni, sia ai produttori sia i consumatori.  Tra le novità spicca quella che riguarda il confezionamento che dovrà avvenire all’interno della zona d’origine. Inoltre il latte prodotto da mucche provenienti da altre filiere produttive sarà conferito ai caseifici solo quattro mesi dopo il loro trasferimento. Infine la quota di foraggio prodotta all’interno degli allevamenti dovrà essere  del 50 per cento contro il 35 attuale. Queste nuove regole – volute dal Consorzio di tutela del Parmigiano Reggiano e approvate dall’Unione Europea -, secondo l’assessore provinciale all’agricoltura Tomei, contrastano i tentativi di manipolazione ed evitano l’impiego di bovine alimentate con prodotti differenti da quelli contenuti nel nuovo disciplinare, mentre le norme sul foraggio rafforzano il legame con il territorio introducendo indirettamente un tetto alla produzione, utile per contenere eventuali cali di prezzo.
I caseifici in provincia di Modena sono 81. Questi cambiamenti arrivano in un momento delicato anche per questo settore. Se il 2010 è stato un anno anno piuttosto positivo, lo stesso non si può dire per i primi 6 mesi di quest’anno: i prezzi stanno calando come le remunerazioni ai produttori. L’auspicio è che questo nuovo strumento operativo possa dare maggiore stabilità ad un settore davvero strategico per i produttori delle nostre zone.


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