in:

Quasi l’80% delle persone che hanno perso il posto di lavoro nell’ultimo anno hanno meno di 30 anni. A dirlo l’ultima indagine promossa da Cna

Il nostro è un Paese per vecchi. L’ennesima conferma, qualora ne avessimo ancora bisogno, arriva da Cna che ha promosso un’indagine tra le imprese associate con meno di 20 occupati per capire quanto siano penalizzati i giovani sul lavoro, o in cerca di occupazione, nella nostra provincia. Le percentuali riferite sono disarmanti: il 79% dei posti di lavoro persi nell’ultimo anno hanno coinvolto gli under 30. Nell’ultimo anno i giovani occupati sono passati dal rappresentare il 27% della forza lavoro all’attuale 23,3%. E’ questo il frutto di due negative tendenze: da un lato il mancato turn over dei posti lasciati liberi da chi ha lasciato il lavoro, dall’altro il progressivo innalzamento dell’età pensionabile. Tra il 2010 ed il 2011 gli occupati con meno di 30 anni diminuiscono del 19,4%, quelli tra i 31 ed i 50 anni del 4,2% mentre rimangono sostanzialmente stabili gli over 50. In diminuzione anche i contratti a tempo determinato e gli apprendisti. I primi scendono dal 6,8% dei contratti di assunzione complessivi al 5,9%, i secondi dal 10,5% al 10,2%. Insomma, meno occupati, ma un maggior numero di contratti a tempo indeterminato. Dall’indagine emerge anche un ulteriore quadro, quello che descrive la geografia dei giovani al lavoro nella nostra provincia: sono un occupato su tre in Appennino, area a maggiore vocazione turistica e stagionale. Nelle Terre d’Argine invece gli under 30 se la passano peggio, visto che rappresentano appena il 18,8% della forza lavoro attiva. Modena città è quella dove maggiore è l’incidenza degli over 50, mentre nelle Terre di Castelli c’è la maggior diffusione di contratti di apprendistato: qui la presenza di occupati under 30 è al di sopra della media provinciale, appennino escluso.


Riproduzione riservata © 2018 TRC