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La Cna evidenzia un altro episodio di quella che definisce “malaburocrazia”. Questa volta volta siamo a Vignola, dove il comune ha bocciato una centrale ad olio di colza

Vignola, via Confine all’angolo con via Garofolana: qui, a due passi dalla ciclabile che collega la città dei ciliegi a Modena, dovrebbe sorgere una centrale alimentata ad olio di colza. Il condizionale è d’obbligo, in particolare nel caso specifico visto che l’opera, proposta da una ditta locale, è stata bocciata dall’amministrazione comunale, unico no a fianco dei pareri favorevoli emessi invece da altri enti come Ausl, Arpa o Hera. Una storia che nasce a fine 2009, con la presentazione del progetto e la disponibilità, documentata, da parte dell’azienda, di regalare alla comunità il calore prodotto dall’impianto. Di fronte all’assenza di risposte, il progetto si ridimensiona, riducendosi da impianto di cogenerazione a centrale elettrica da 500 Kilowatt. E’ a quel punto, con la richiesta già arrivata in Conferenza dei servizi, che il consiglio comunale decide di porre dei vincoli, tra cui l’acquisto del combustibile da coltivazioni situate non oltre il raggio di 70 km da Vignola, norma in contrasto con la legislazione nazionale. “Una storia – denuncia la Cna – che dimostra innanzitutto la mancanza di una precisa volontà politica e poi il pressapochismo di chi ha avvallato tecnicamente la scelta di modifiche in contrasto con altre norme. Il tutto alla faccia dei diritti degli imprenditori di avere risposte certe ed univoche”. Rimane in attesa il proponente, fortemente amareggiato da modi e tempi della vicenda.


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