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In regione ci sono meno aziende agricole, ma quelle esistenti sono più grandi

Meno aziende agricole ma maggiori superfici per quelle attive. E’ questo il primo scatto sull’agricoltura in Emilia Romagna lanciato dal 6° Censimento generale del settore, i cui dati provvisori ed in fase di verifica, diffusi dall’Istat, consegnano conferme e novità che indicano coma stia cambiando l’agricoltura nostrana. Un bilancio di luci e ombre in cui le luci sono rappresentate dalla crescita della dimensione media delle aziende e degli allevamenti, dall’aumento del livello di scolarizzazione dei conduttori e dal fatto che il consumo del territorio di pianura freni. Le ombre sono il forte calo delle aziende soprattutto in montagna e in collina, la diminuzione dei giovani imprenditori e delle colture arboree specializzate. Rispetto ai precedenti censimenti sono confermate la diminuzione del numero di aziende attive (erano 106 mila nel 2000 contro le 73.441 del 2010), il calo dei giovani (-47,7% sul 2000) e della superficie agricola utilizzata nelle aree montane (-20%), l’aumento della dimensione media aziendale (da 10,65 ettari nel 2000 a 14,63 nel 2010) e del numero medio di tutti i capi allevati in stalla (i bovini, ad esempio, sono passati dai 52 ai 76 per stalla).


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