in:

Una decina di maialini dinanzi alla sede della Borsa Italiana a Milano. Così oggi hanno protestato gli allevatori modenesi di Coldiretti

“E’ necessario salvaguardare la produzione suinicola, così come tutta la zootecnia, per garantire la qualità delle nostre carni e dei nostri prodotti, a partire dal Prosciutto di Modena dop”. Lo afferma l’assessore provinciale all’Agricoltura Giandomenico Tomei commentando la manifestazione di protesta organizzata dagli allevatori, tra cui una nutrita delegazione di modenesi, alla Borsa di Milano, dove una decina di maialini rosa grufolanti ha fatto da biglietto da visita per la protesta. Li hanno trasportati da Modena direttamente in piazza Affari, dove sventolavano le bandiere gialle della Coldiretti e dove gli allevatori hanno protestato contro le speculazioni finanziarie sul cibo e contro l’assenza di trasparenza nelle etichette degli alimenti. Erano circa un migliaio e si sono dati appuntamento nel luogo simbolo dell’economia, alternandosi al microfono per denunciare una situazione critica che mette a rischio la sopravvivenza delle aziende. "C’é un rischio di estinzione concreto per gli allevamenti modenesi e con essi dei prelibati prodotti della salumeria locale: dal prosciutto, ai cotechini, agli zamponi” denuncia la Coldiretti. “La suinicoltura modenese, che è stata per anni uno dei traini dell’economia locale, è in ginocchio – ha chiarito il presidente di Coldiretti Modena Maurizio Gianaroli – il fatto che in Italia siano stati importati 63 milioni di cosce di maiale dall’estero a fronte di una produzione nazionale di 26 milioni di cosce sta a significare che tre prosciutti su quattro venduti nel nostro Paese in realtà derivano da maiali allevati all’estero, anche se agli occhi dei consumatori sembrano tutti italiani. Il che si traduce in gravi danni per la filiera italiana del suino”.


Riproduzione riservata © 2018 TRC