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Costerà più di mille euro a famiglia la manovra finanziaria approvata oggi. Oltre alle misure su pensioni, ticket sanitari e alla tassazione dei depositi, verranno tagliate le detrazioni sugli asili, i mutui e le ristrutturazioni. pubblico.

Se da una parte la manovra fiscale rappresenta un segnale forte da mandare ai mercati internazionali e ai partner europei, dall’altra, per le famiglie, i lavoratori dipendenti, i pensionati, gli autonomi e i risparmiatori significa lacrime e sangue. Molti tagli e, forse, nuove tasse. Ogni famiglia – stima la Cgil – perderà tra i 1200 e i 1800 euro all’anno come conseguenza dei tagli su bonus e detrazioni che, in assenza della riforma fiscale, scatteranno nel 2013. La stretta colpirà le detrazioni a favore delle famiglie, comprese quelle con familiari a carico, gli asili nido, le spese sanitarie, i mutui per la casa, le assicurazioni e le ristrutturazioni. Il salasso colpirà anche le imprese perchè la scure del Governo calerà anche sulle agevolazioni Iva e sulle accise. Qualche esempio: le detrazioni per i figli e il coniuge a carico, che oggi valgono in media 829 euro per i quasi 12 milioni di contribuenti che ne usufruiscono, con il taglio del 20% scenderebbero a 665 euro. La detrazione da lavoro dipendente passerebbe da 1332 a poco più di mille euro all’anno. Nel 2013 la detrazione delle spese mediche sostenute scenderebbe dal 19 al 18% per arrivare, nel 2014, al 15%. Oggi le agevolazioni fiscali sulle ristrutturazioni edilizie sono pari al 36% della spesa, nel 2014 non arriveranno al 29%. La manovra dunque mette le mani in tasca proprio a tutti e va a colpire anche settori strategici come la sicurezza, la difesa e il soccorso pubblico. Per questo oggi tutti i sindacati del settore hanno protestato contro la Finanziaria. “Volendo parafrasare il mondo dell’economia, se questi settori fossero una Spa – scrivono ben 21 sigle sindacali – sarebbero definiti in amministrazione controllata per la loro liquidazione”. Non ci sono fondi per aggiustare le macchine rotte e per pagare la benzina, a breve, quando i cittadini chiameranno polizia, carabinieri, guardia di finanza o vigili del fuoco si sentiranno rispondere che è impossibile intervenire. Per questo – insistono i sindacati – bisogna “dire no a un Governo che taglia i diritti e persevera negli sprechi”.


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