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Secondo un’indagine Lapam, Modena è la provincia capofila in regione nella marcia verso l’uscita dalla crisi. Ma il cammino è ancora lento e non mancano gli ostacoli. A cominciare dall’aumento della disoccupazione.

Modena è il cuore e il motore della ripresa economica che, seppur lentamente, sta traghettando la regione fuori dalla crisi. Indicazioni in questo senso giungono dai dati 2010 dell’indagine congiunturale svolta dallo studio Sintesi per conto di Confartigianato Lapam. La ricerca riferisce di un aumento del Pil di oltre il 2%, di una crescita dell’export pari al 22% sul volume complessivo emiliano romagnolo e di un lieve rialzo del reddito disponibile per le famiglie. A questi dati positivi fanno però da contraltare aspetti ancora preoccupanti a cominciare dall’incremento del tasso di disoccupazione che è passato dal 5,2% del 2009 al 6,8% dello scorso anno. L’analisi per settori evidenzia le buone performance dell’industria, cresciuta del 4,8%, e dell’agricoltura, +2,4%, mentre il comparto delle costruzioni continua a registrare segno negativo. In proiezione, Modena continuerà a crescere anche nei prossimi anni, seppure a ritmi moderati, con effetti benefici sulla disoccupazione che comincerà a calare a partire già dal 2011. “Sono dati confortanti ma non esaltanti” commenta il presidente Lapam Confartigianato Luigi Munari auspicando un intervento più deciso da parte della politica a sostegno delle imprese. Sul fronte dell’export, intanto, ci sono segnali di forte dinamismo che giungono dalla meccanica, uno dei comparti più gravemente penalizzati dalla crisi. Lo riferisce Confapi Modena che ha colto da parte delle imprese del settore la volontà di rafforzare la propria presenza sui mercati esteri.


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