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Stamattina al Teatro Michelangelo di Modena si è svolta l’Assemblea dei delegati di Coop Estense che ha approvato il bilancio 2010. Presente anche Mario Tozzi, conduttore tv e ricercatore del Cnr.

Un appuntamento non rituale, arrivato al termine di 31 assemblee separate cui hanno partecipato 7500 soci, perché la cooperativa modenese ha messo in campo uno sforzo straordinario di contrasto alla crisi economica e per tutelare il potere d’acquisto dei consumatori che ha finito per condizionare l’intero mercato, imponendo anche ai concorrenti di ridurre i prezzi. Non a caso, Coop Estense ha chiuso il bilancio 2010 con una forte riduzione degli utili commerciali, appena 535mila euro, a riprova degli straordinari investimenti messi in campo per ridurre i prezzi. Ciò nonostante, grazie anche al buon andamento della gestione finanziaria, il risultato finale è stato in linea con quello del 2009, con utile superiore ai 12 milioni per la cooperativa e di 28 per il gruppo. Problema acqua con Mario Tozzi Finita la parte ufficiale dell’Assemblea, i delegati di Coop Estense hanno incontrato il noto conduttore televisivo e ricercatore del Cnr, Mario Tozzi, che con Paolo Testa direttore di Cittalia ha approfondito uno dei paradossi italiani: l’eccessivo consumo di acqua in bottiglia e gli sprechi della rete pubblica. Reti colabrodo e alti consumi individuali. Se nel mondo l’acqua è il principale problema per miliardi di persone, in Italia non ci facciamo davvero mancare nulla in fatto di sprechi. E come se non bastasse, siamo anche i principali consumatori di acqua minerale. Quasi 300 euro all’anno, il consumo medio per famiglia, con in più alti costi ambientali per lo smaltimento delle bottigliette di plastica e l’inquinamento generato dai camion che trasportano l’acqua. Un tema su cui riflettere, come da tempo sta facendo Coop che nel 2010 ha lanciato la campagna “Acqua di casa mia” per invitare tutti i consumatori a scegliere l’acqua del rubinetto. E per chi proprio non vuole rinunciare alla bottiglietta di plastica, Coop ha acquisito due nuove fonti per ridurre la distanza che l’acqua a marchio deve compiere per arrivare sugli scaffali dei punti vendita.


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