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La peggior annata degli ultimi anni, dicono gli agricoltori. Le condizioni climatiche hanno inciso molto sulla quantità delle pere, la cui raccolta è iniziata in questi giorni. Modena, dopo Ferrara, è la zona di maggior produzione di pere nella nostra regione.

60 milioni di euro in media all’anno: questa cifra dà l’idea della massiccia produzione di pere nella nostra provincia. Quattro mila ettari impiegati per produrre oltre 10 mila tonnellate di pere. Un quarto della produzione nazionale. In particolare si raccolgono le Abate con il marchio Igp, ma anche Decana e William. Il raccolto di questi giorni ha subito le pesanti conseguenze di annata meteorologica particolarmente rigida e piovosa. Il terreno è stato impregnato d’acqua per troppi mesi, causando il fenomeno chiamato, in agraria, di “asfissia delle radici”. Un inverno con molta neve e una primavera con temperature sotto la media, frammezzate da giornate di caldo torrido. Risultato: il 30% di produzione in media in meno, con un danno economica che si stima in quasi 20 milioni di euro in meno, compensato, comunque, almeno in parte, dalla differenza di prezzo rispetto allo scorso anno. La qualità resta comunque alta. Se le pere sono meno, lo stesso non si può dire per l’offerta di manodopera. Quest’anno – ci conferma la Cia di Modena – sono tante le persona modenesi, giovani, donne e uomini in mobilità o in cassa integrazione, che hanno chiesto di essere impiegati in agricoltura. Un ritorno alla terra che non si vedeva da anni.


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