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Oggi i 60 dipendenti della O.c.l. di Mirandola hanno occupato la sede della storica azienda. La proprietà non paga gli stipendi da mesi e non sono chiare le prospettive per il futuro.

I 60 dipendenti della O.c.l. di Mirandola, azienda che si occupa di impiantistica e carpenteria, hanno occupato la sede dell’azienda. Dopo lo sciopero dello scorso 29 luglio, giorno in cui i lavoratori avevano voluto portare la loro rabbia davanti agli uffici della proprietà, a Spilamberto, parte da oggi un presidio ed un nuovo sciopero, stavolta ad oltranza, indetto, fino a che non ci saranno risposte da parte della società, dalla Fiom-Cgil. “Gli stipendi non vengono pagati e non si capisce quali saranno le prospettive per il futuro” denunciano dal sindacato i cui rappresentanti questa mattina avrebbero dovuto incontrare in Provincia i vertici aziendali per individuare un percorso condiviso. Le cose non sono però andate così, il legale dell’O.c.l. ha, infatti, annullato l’incontro attraverso una lettera. Lo scorso 30 luglio si era tenuto un primo incontro organizzato in Comune a Mirandola tra i rappresentanti della proprietà, Fiom, Rsu aziendali e gli assessori provinciale e comunale Francesco Ori e Roberto Ganzerli. In quella data era stato stabilito il 5 di agosto, oggi, come termine per il pagamento di un anticipo della retribuzioni arretrata, quella di giugno. Oggi nessun bonifico sui conti dei lavoratori. Per tutti i 60 dipendenti della O.c.l., attiva da cinquant’anni a Mirandola, parte l’occupazione. Sciopero all’Aiazzone Domani per l’intero turno di lavoro al negozio Aiazzone di via Tacito a Modena i lavoratori incroceranno le braccia. Lo sciopero è stato indetto dal sindacato del commercio Filcams-Cgil a causa del perdurare della situazione di incertezza nei pagamenti e nelle politiche commerciali dell’azienda: il 31 luglio l’azienda avrebbe dovuto pagare lo stipendio arretrato di giugno, ma questo non è successo. E la situzione è preoccupante anche alla Calcestruzzi Vignola; oggi, dopo aver esaurito le 52 settimane di cassa integrazione ordinaria, la ditta ha siglato un accordo in Provincia con le organizzazioni sindacali Fillea/Cgil e Filca/Cisl, per poter usufruire di 12 mesi di Cassa Integrazione Straordinaria. Infine il Gruppo Medica di Medolla, con sede a Rovereto di Novi, ha annunciato che il 31 agosto i 28 dipendenti ancora in forza saranno messi in mobilità. Anche in questo caso i sindacati esprimono contrarietà e si dicono pronti a mettere in campo tutte le iniziative utili per scongiurare i licenziamenti.


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