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Il tavolo anticrisi della Regione Emilia Romagna chiederà al governo la conferma degli ammortizzatori sociali, compresi quelli in deroga, anche per 2011 e 2012. E’ ancora drammatica, infatti, la situazione occupazione.

Se la produzione in Emilia Romagna ha cominciato una, se pur lenta, ripresa, se per il 2010 si prevede una crescita del Pil dell’1,1%, della domanda interna dello 0,5% e dei consumi dello 0,4%, il problema è ancora l’occupazione, che ha davanti ancora anni bui. Il tasso di disoccupazione nel primo trimestre è stato del 6,2%, più basso della media nazionale ed europea, ma superiore a quello dello stesso periodo del 2009, già in piena crisi. Per questo il tavolo regionale anticrisi chiederà al governo la conferma di cassa integrazione ordinaria, straordinaria e in deroga anche per il 2011 e il 2012. Dal primo settembre 2008 al 31 maggio 2010 la cassa integrazione straordinaria ha riguardato 815 aziende e 60.187 lavoratori in tutta la regione, 6.443 unità produttive locali, per 41.822 lavoratori, hanno fruito degli ammortizzatori in deroga. Al primo giugno 2010 per 720 imprese e 49.530 lavoratori la situazione è ancora aperta. Per questo, chiarisce il tavolo, è necessario prolungare il sostegno, anche se ora la parola passa al governo. Come sempre il governo dovrà, dicono in Regione, rivedere tagli e distribuzione di risorse, perché per uscire dalla crisi ora sarà necessario investire in innovazione e ricerca. E su questo le parti economiche che partecipano al tavolo hanno assicurato intanto il loro massimo impegno. Primo semestre 2010, cala fatturatoNel primo semestre del 2010 il numero di clienti per i negozi modenesi è rimasto sostanzialmente invariato, ma cala il fatturato. E’ quanto emerge da un’indagine di Confesercenti Modena che ha monitorato l’andamento del mercato rispetto al biennio 2008-2009. Il 67% delle imprese ha registrato un calo di entrate pari al 25% già a partire dallo scorso anno. Questo è dovuto alla razionalizzazione e alla diminuzione del volume di acquisti abituali, ma non al quantitativo di clienti che per il 56% degli imprenditori interpellati è rimasto uguale. I modenesi, con la crisi, hanno cambiato le loro abitudini: sono più informati, attenti ed esigenti, senza però rinunciare alla qualità dei prodotti. C’è, inoltre, una sostanziale tenuta dal punto di vista occupazionale con una stabilità nell’impiego di addetti senza operare alcun licenziamento. Per un rilancio Confesercenti auspica una “valorizzazione della rete commerciale esistente, dal cento storico ai quartieri limitrofi”.


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