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La Cgil si prepara a incrociare le braccia e a scendere in piazza per dire no alla manovra finanziaria varata dal Governo. Pullman da tutti i centri della provincia partiranno venerdì alla volta di Bologna dove si svolgerà la manifestazione regionale.

“Una manovra sbagliata, classista, dannosa e per certi versi inconstituzionale”. Parole forti quelle pronunciate dal segretario generale di Cgil Modena Donato Pivanti che questa mattina, dalla sede di piazza Cittadella, ha illustrato ragioni e modalità dello sciopero nazionale che il sindacato ha proclamato per venerdì 25 giugno. In Emilia Romagna l’astensione dal lavoro sarà per l’intera giornata e coinvolgerà i lavoratori di tutti i comparti. La Cgil di Modena si è già attivata per la predisposizione dei pullman che, da Modena, Carpi, Sassuolo, Mirandola, Pavullo, Vignola e Castelfranco, trasporteranno le maestranze modenesi a Bologna dove è in programma la manifestazione regionale. “Abbiamo la sensazione che sarà uno sciopero molto partecipato” ha detto Pivanti, auspicando la presenza a Bologna di almeno 4 mila lavoratori. Circa la mancata adesione di Cisl e Uil e le critiche rivolte alla Cgil, il Segretario è stato categorico: “Non siamo isolati – ha detto – anche l’Anci e le Regioni si oppongono a questa manovra. Quando vengono messi in discussione i diritti dei lavoratori, la nostra risposta non può essere che lo sciopero, anche se è difficile farlo in questa situazione di crisi e sotto il bombardamento mediatico”. Risponde la UilLa Uil sostiene la lotta dei dipendenti pubblici, ma ritiene non necessaria la mobilitazione dei lavoratori del settore privato. Luigi Tollari, segretario generale della Uil di Modena, ha diffuso una nota per spiegare le ragioni della mancata adesione del sindacato da lui rappresentato allo sciopero del 25 giugno proclamato dalla Cgil. “La Uil – afferma Tollari – trova che la finanziaria sia necessaria nei numeri, anche se non ne condivide alcuni passaggi essenziali, relativi al pubblico impiego e all’innalzamento dell’età pensionabile delle donne, di cui chiede con forza la modifica”.


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