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Nonostante la crisi, la cooperativa Cpl di Concordia chiude il consuntivo migliore degli ultimi 10 anni. Sabato, l’assemblea di bilancio con il ministro Sacconi. Positivo anche il bilancio della cooperativa di costruzioni Cdc che sarà approvato domani al Teatro San Carlo di Modena.

Occupazione in crescita, compresi i primi mesi di quest’anno; incremento del fatturato addirittura del 22%; aumento anche del numero dei soci cooperatori. La cooperativa Cpl di Concordia, operante nel settore energia, si appresta a ratificare, con l’assemblea di bilancio convocata per sabato prossimo, il consuntivo migliore del decennio che vanta un fatturato consolidato a quota 318 milioni di euro per un utile netto di 11 milioni. Il gruppo ha toccato quota 1.124 addetti con una crescita di oltre il 6% rispetto all’anno precedente: l’occupazione ha continuato a crescere anche nei primi cinque mesi del 2010 con un ulteriore trend positivo del 5.9%. Nel complesso le 27 società del gruppo cooperativo contano oggi oltre 1.400 lavoratori. Ai soci verranno distribuiti 1 milione e 500mila euro di ristorno e 412mila euro di remunerazione e aumento gratuito del capitale sociale. Si tratta di risultati che fanno guardare con ottimismo al futuro, nonostante le difficoltà generalizzate delle imprese italiane. “Questi numeri – spiega Roberto Casari, presidente di Cpl Concordia – premiano i nostri investimenti nel core business energetico e rinnovabile”. Ai lavori dell’ assemblea generale ordinaria dei soci prenderanno parte anche il ministro del lavoro e delle politiche sociali Maurizio Sacconi e l’economista Giulio Sapelli, presidente della Fondazione Mattei dell’Eni. Cdc, produzione a 168 milioni La sua notorietà, a livello nazionale e internazionale, è legata ad alcune grandi opere come la ristrutturazione del Teatro alla Scala di Milano e della Galleria Alberto Sordi di Roma. Da anni, ormai, la Cdc, Cooperativa di costruzioni di Modena, è considerata tra le prime venti imprese generali di costruzioni italiane. Gli ultimi mesi sono stati davvero difficili per il settore: l’edilizia al tempo della crisi ha sempre meno case da costruire e il mercato del pubblico privilegia le aziende grandi e strutturate in grado di elaborare complessi progetti corredati di specifici piani finanziari. E’ in questo campo che si giocherà la sfida dei prossimi anni. “Per mantenere la forza produttiva, concretizzando la ‘mission’ mutualistica della nostra cooperativa di lavoro, occorre innovare e rischiare. – spiega il presidente di Cdc Ivano Malaguti – Certo, quello delle opere pubbliche è un mercato durissimo: calano le opere finanziate; i bandi e le risorse pubbliche investite sono ancora calanti, ma crescono le gare con importi superiori ai 50 milioni, rivolte alle imprese più strutturate e patrimonializzate. E’ lì che il nostro ‘saper fare nelle regole’ dovrà lottare per conquistarsi spazi e ulteriore credibilità. Anche sviluppando alleanze commerciali e produttive, per raggiungere una dimensione più adeguata alle commesse ed agli impegni finanziari necessari”. Il bilancio 2009 chiude con un valore della produzione superiore ai 168 milioni di euro ed un utile di 1 milione e 217mila euro. La base occupazione è di 425 unità di cui 300 soci-lavoratori. Per Atcm anno neroE’ invece un bilancio nero quello di Atcm per il 2009, approvato questa mattina dall’assemblea dei soci. La perdita d’esercizio è di oltre 3 milioni e mezzo, dovuto – spiega l’azienda – principalmente al calo dei viaggiatori, -5,9%, al taglio dei finanziamenti pubblici, un milione di euro in meno, e al fatto che nel 2009 sono mancate le entrate per i parcheggi, ora affidate ad altro gestore. Ma che la perdita di esercizio sia stata anche maggiore delle previsioni non preoccupa il presidente Pietro Odorici: “Non inciderà sulla solidità patrimoniale – dice – rafforzata grazie all’aumento di capitale sottoscritto dal nuovo socio Herm”. I vertici Atcm sono poi ottimisti per il 2010, sia per i segnali di aumento di viaggiatori, sia perché andrà a regime il piano industriale, applicato solo parzialmente nel 2009 e ad oggi attuato ancora solo per l’80%.Coop Estense su Italcarni Oggi i lavoratori dell’Italcarni di Carpi, da giorni in sciopero, hanno manifestato davanti all’Ipercoop Borgogioioso, dove sugli scaffali si possono trovare i prodotti della cooperativa carpigiana. Alle rivendicazioni dei lavoratori ha risposto – con una nota – Coop Estense ricordando come le cooperative di consumatori gestiscono le politiche di acquisto tramite il consorzio nazionale Coop Italia, le cui scelte sono tese a garantire non solo qualità e convenienza, ma anche i valori della persona e dell’ambiente. “Richiamare Coop Estense alla responsabilità sociale e al controllo etico delle filiere dei propri fornitori – ha commentato il presidente Mario Zucchelli – è una sollecitazione inutile e non accettabile: in nessun caso infatti può essere messa in discussione la coerenza di Coop Estense rispetto ai principi fondanti della cooperazione di consumatori”. A tal proposito, Zucchelli ricorda anche come Coop Italia sia stata la prima azienda in Europa ad aver ottenuto nel ’98 la certificazione internazionale per l’adozione di principi etici nelle relazioni tra impresa e lavoratori.  


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