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Il 2009, orribile, è alle spalle, ma alla ripresa di produzione e export, nei primi tre mesi dell’anno, non ha fatto seguito un’analoga crescita del fatturato, e l’occupazione continua a calare. E’ quanto emerge dall’indagine di Confindustria Modena, presentata oggi durante l’assemblea generale che si è svolta al Forum Monzani.

Da un punto di vista industriale e finanziario, la crisi ha toccato il fondo, ma l’entità del tonfo e la consapevolezza che nulla sarà più uguale a prima, impongono un salto di qualità nelle risposte da mettere in campo. E’ la tesi, presentata oggi agli imprenditori, dal presidente di Confindustria Modena, Pietro Ferrari. Un’analisi che ha preso spunto dalla ripresa nel primo trimestre dell’anno di export (+10,7%) e produzione (+3,4%), evidenziata dall’indagine dell’associazione su un campione di oltre 100 aziende. Maggior fiducia degli imprenditori, minori difficoltà nell’ottenere credito dalle banche e aumento degli ordini cui però non ha fatto seguito un’analoga crescita di fatturato (+1,0%) e occupazione (-0,1%). “Questo – ha spiegato Ferrari – obbliga tutti a modificare il modo di pensare e agire, anche se il sistema degli ammortizzatori regge e, di conseguenza, la coesione sociale non è in pericolo”. Nuovo modo di agire che, secondo il presidente degli industriali modenesi, deve riguardare tutti. Al Governo, Ferrari chiede di dare attuazione alla legge sulle reti di impresa, ma anche una finanziaria rigorosa come quella attuale, ma più capace di incidere a livello strutturale. Alla Regione, invece, l’esortazione è ancora più diretta: superare l’attuale policentrismo, definire il ruolo di Bologna e riconoscere l’area vasta Modena-Reggio come capitale del manifatturiero emiliano, “perché in tempo di vacche magre è impossibile garantire tutto a tutti”. Infine, il Sistema Modena. Ferrari apprezza la scelta di tornare a far crescere la città invece dell’hinterland, come accaduto negli ultimi trent’anni, ma auspica che gli Stati generali sappiano darsi obiettivi alti, con due priorità: scalo merci di Marzaglia, per il quale è pronto il progetto viario di collegamento urbano, in attesa della bretella, e Ict di Cittanova. Sacconi sullo statuto dei lavoratori All’Assemblea di Confindustria ha preso parte anche il Ministro Sacconi. Nel suo intervento, il responsabile di lavoro e politiche sociali, ha difeso la manovra finanziaria del Governo e sottolineato l’importanza degli accordi territoriali, come quello praticamente concluso dalla Fiat a Pomigliano. “Anche lo Statuto dei lavoratori – ha detto Sacconi – deve poter essere derogabile dalle intese tra le parti sociali”.


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