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Sabato nella storica sede di Carpi si terrà l’Assemblea generale dei soci di Cmb per approvare il bilancio 2009. Tempo di consuntivi anche per Acimac e Cir Food.

Mercato immobiliare in crisi, comuni costretti a tagliare le opere pubbliche, per rispettare il patto di stabilità, grandi opere che vanno avanti a singhiozzo, ma ciò nonostante la Cmb di Carpi si appresta ad approvare un bilancio 2009 decisamente positivo. Il giro d’affari ha raggiunto i 640 milioni, con un utile al lordo delle imposte di 20 milioni e il patrimonio netto cresciuto sino a superare i 190 milioni. Così l’azienda di costruzioni carpigiana, diventata in oltre cento anni di storia, un colosso del settore, settima per fatturato in Italia, potrà distribuire ai 1462 soci a titolo di ristorno una mensilità aggiuntiva. Ma quello che più conta, in tempo di grandi difficoltà per il mercato del lavoro, è che queste performance sono state realizzate salvaguardando l’occupazione, senza introdurre alcuna forma di precarizzazione o ricorrere alla cassa integrazione, anzi investendo sulla formazione del personale. Quasi incredibile se si pensa che proprio il settore delle costruzioni è stato tra i primi ad essere investito dalla crisi mondiale. Merito della capacità dimostrata negli anni da Cmb di realizzare grandi opere a cominciare dalla Variante di valico dell’A1 tra Bologna e Firenze e dalla linea C della metropolitana di Roma. Senza dimenticare gli altri importanti cantieri in corso: l’ospedale dell’Alto vicentino, il Niguarda a Milano, il Sant’Anna a Ferrara, il carcere di Trento, la torre Unifimm a Bologna. E le opere terminate, in primis, la stazione centrale di Napoli e la linea 1 della tranvia di Firenze. Ma anche merito del buon andamento del mercato immobiliare milanese. Ma anche Cmb non può dirsi fuori dalla crisi mondiale, nonostante un portafoglio ordini che, conteggiando le concessioni delle opere realizzate in project financing, arriva a 2700 milioni. Per questo, nel prossimo futuro la cooperativa carpigiana tornerà dopo 20 anni a rivolgere la sua attenzione all’estero, anche in area in via di sviluppo dell’Africa e dell’America Latina, dove insieme ad Unieco porterà le competenze maturate nel realizzare opere strategiche quali ospedali, ferrovie e impianti di depurazione. In Italia, invece, insieme alle altre cooperative del settore, Cmb si candida a diventare una concessionaria autostradale. Nuovi territori da esplorare per continuare a crescere nonostante la crisi.Acimac, anno da dimenticareIl commento è tutto in quel dato: per i costruttori italiani di macchine e attrezzature per ceramica, il 2009 è stato l’anno peggiore della loro storia industriale. La 18esima indagine statistica di Acimac, presentata stamattina, rileva un fatturato in calo del 33%, in termini assoluti meno 600 milioni. In soli dodici mesi, il giro d’affari è tornato ai livelli del 1999, quando ad andare in crisi fu il mercato asiatico. E restano alte le preoccupazioni anche per l’anno in corso, nonostante la lieve ripresa degli ordinativi registrata nel primo trimestre e la conferma della leadership mondiale delle industrie italiane del settore. “Siamo però gente di tempra forte – ha commentato il presidente di Acimac, Pietro Cassani – e i nostri nuovi macchinari capaci di migliorare l’estetica, la sostenibilità ambientale e l’automazione dei prodotti ceramici ci danno fiducia per il futuro”. Poi le richieste al Governo affinché rinnovi le agevolazioni per l’acquisto dei macchinari e non dimezzi i fondi dell’Istituto per il Commercio con l’Estero.Tiene Cir Food Nonostante la crisi economica è di segno positivo anche il bilancio di Cir food Italia per il 2009, presentato a Modena ai soci dell’area Emilia Est. Nelle provincie di Modena e Bologna Cir food ha beneficiato di un buon andamento nel settore della ristorazione collettiva, in particolare in scuole ed ospedali, incrementando del 3% la forza lavoro e ha realizzano un margine di struttra di 9,8 milioni di euro, pari al 13% sul fatturato. In area locale Cir Foof ha prodotto 11 milioni di pasti in 132 strutture con un fatturato di 73,9 milioni di euro e impiegando 1532 addetti. Per il 2010 Cir food prevede di confermare il fatturato dello scorso anno punta su nuove gestioni in ambito ospedaliero, scolastico e commerciale come l’apertura di un nuovo bar presso il centro servizi dell’Ospedale di Baggiovara e il nuovo centro pasti scolastico a Spilamberto.


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