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La crisi porta in piazza i piccoli e medi imprenditori modenesi. Sabato oltre 2mila aderenti a Lapam e Cna sfileranno per la città, con presidio finale in Piazza Grande, per chiedere alle istituzioni più attenzione per un ambito strategico dell’economia italiana.

L’ultima volta fu nel ’99, per chiedere più sicurezza. Il risultato fu l’apertura del Cpt. A distanza di 11 anni artigiani, commercianti e piccoli imprenditori modenesi tornano in piazza per chiedere maggior sostegno alle istituzioni, a cominciare dal Governo. “Si ricordano di noi solo per le elezioni, poi più niente – hanno tuonato in coro i presidenti di Cna e Lapam Luigi Mai e Erio Luigi Munari – poi le decisioni le prendono solo d’intesa con Confindustria e sindacati”. Sono arrabbiati, decisamente arrabbiati e chiedono di contare di più, anche a Modena, dal momento che le imprese con meno di 50 dipendenti rappresentano quasi il 99% delle aziende in attività e danno lavoro a 112mila addetti, la metà del totale. Per questo in più di duemila si ritroveranno sabato alle 16 nel piazzale dello Stadio Braglia per poi sfilare per le vie del centro e concludere la manifestazione alle 17,30 in Piazza Grande. “Nell’ultimo triennio – denunciano gli imprenditori – il fatturato è calato del 20% e gli insoluti, i mancati pagamenti, sono raddoppiati”. E’ questa la prima emergenza, cui si aggiunge la richiesta di maggior sostegno nell’internazionalizzazione e di regole certe e per tutti. All’iniziativa “Lavoro io lavora Modena” hanno già aderito anche numerosi politici e rappresentanti istituzionali, proprio come Cna e Lapam si auguravano “per smetterla di essere invisibili”.


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