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Disoccupazione in Italia, in aprile, all’8,9%, mai così alta dal 2001. Ancora più preoccupante il dato che riguarda i giovani sino ai 24 anni: quasi 1 su 3 non ha lavoro. E purtroppo a pagare un prezzo altissimo alla crisi sono anche i neo-laureati.

Disoccupazione intellettuale, la fotografia di un Paese in difficoltà e dal futuro incerto. I dati Istat dicono che quasi il 30% dei giovani in cerca di lavoro, ad aprile, non aveva un impiego e, purtroppo, questo fenomeno allarmante non risparmia i neo-laureati. Anche a Modena, dove pure le cose vanno meglio rispetto al resto del Paese. La conferma arriva dalla ricerca del Consorzio Interuniversitario AlmaLaurea che valuta la condizione occupazionale ad un anno dalla laurea. Ebbene, nel 2009, la disoccupazione intellettuale di chi ha conseguito il titoli all’Università di Modena e Reggio Emilia è più che raddoppiata, passando dal 5,4 all’11,9%. Ciò nonostante il 64,5% dei neo-laureati all’Università di Modena lavora stabilmente, il 7% in più rispetto al dato nazionale, con uno stipendio medio di 1100 euro mensili. I laureati che trovano più facilmente lavoro sono ingegneri, medici e farmacisti. Positivo anche l’andamento di quelli di scienze della formazione, mentre giurisprudenza paga dazio. Con la ripresa che si annuncia lentissima la disoccupazione intellettuale rischia di diventare una vera emergenza, per scongiurare questo rischio l’Università di Modena punta su nuove intese con le associazioni imprenditoriali.


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