in:

La crisi arriva in Ferrari. Al termine di un tesissimo incontro in Confindustria, ieri sera alle 21,30, sindacati e Rsu hanno lasciato il tavolo delle trattative e, stamattina, i lavoratori hanno incrociato le braccia. 4 ore di sciopero per respingere quello che hanno definito “il ricatto della Fiat”. I particolari nel servizio.

Alta tensione in Ferrari. Quattro ore di sciopero, stamattina, proclamate ieri sera in tutta fretta, quando è saltato il tavolo delle trattative. L’inizio di una vertenza che si annuncia molto complessa. Motivo del contendere il premio di risultato 2009, quasi 1600 euro per ogni addetto, che Ferrari avrebbe dovuto pagare a fine aprile. Ma non è stato così. La tensione tra i lavoratori, anche per la nuova settimana di cassa integrazione per 600 addetti prevista a partire da lunedì prossimo, è aumentata giorno dopo giorno, sino a ieri, quando in Confindustria, i rappresentanti della proprietà hanno annunciato che, senza un’intesa sul piano di riduzione del personale, il premio non sarebbe stato pagato. E i lavoratori, come risposta, hanno proclamato lo sciopero contro quello che Claudio Mattiello di Fim-Cisl ha definito “Un ricatto inaccettabile”. “Anche perché – gli ha fatto eco Giordano Fiorani di Fiom-Cgil – per rispettare il contratto aziendale e saldare il premio a tutti gli addetti, sarebbero bastati i 2 milioni di aumento che Fiat ha riconosciuto a Montezemolo per le sue funzioni in Ferrari”. Commenti che lasciano presagire uno scontro durissimo. Anche perché gli stessi sindacalisti riconoscono che ci sono delle difficoltà reali. Il cavallino rampante, spiegano Mattiello e Fiorani, negli anni della crescita e del rilancio di Maserati, culminati nel bilancio record del 2008, puntava a produrre nel 2010, 20mila vetture, 12mila Maserati, per le quali a Maranello si realizzano i motori e si effettua la verniciatura, e 8mila Ferrari. Difficilmente si arriverà a 11mila. E con questa lenta ripresa, una riorganizzazione si annuncia quasi inevitabile. Ma il prezzo per i lavoratori è molto salato: 270 esuberi, 120, tra impiegati e addetti commerciali all’estero, e 150 operai. Una proposta irricevibile, tanto che già domani, dipendenti e sindacati valuteranno nuove azioni di lotta. “Su come affrontare la crisi siamo pronti a trattare – garantiscono Mattiello e Fiorani – Ma il premio di risultato deve essere pagato”. Un messaggio inequivocabile lanciato soprattutto a Fiat, anche perché la lettera di John Elkann ai dipendenti per presentare il piano industriale del gruppo pare aver suscitato più di un punto interrogativo. Risponde l’aziendaE oggi i consiglieri del Pd Michele Andreana e Luca Gozzoli hanno presentato due interrogazioni urgenti in Provincia e in Comune a Modena per chiedere alla Fiat di fare chiarezza sul futuro di Ferrari e Maserati. Intanto, però, dopo lo sciopero di stamattina in una nota ufficiale l’azienda sottolinea come il saldo del premio 2009 non è stato pagato perché “non sono stati raggiunti gli obiettivi concordati né industriali né sportivi”. La Ferrari si dice però pronta a un ulteriore sforzo economico nel caso si raggiunga un’intesa complessiva. Tra le proposte avanzate dal Cavallino rampante: l’esternalizzazione di attività non primarie per l’azienda e il ricorso a prepensionamenti su base volontaria, anche per offrire maggiori opportunità ai giovani. Obiettivo dell’azienda è quello di avere una maggiore flessibilità produttiva che consenta di ridurre i tempi di consegna e rispondere in modo adeguato alle aspettative dei clienti di tutto il mondo. 


Riproduzione riservata © 2017 TRC