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Denunce per attività antisindacale alle aziende che applicheranno il nuovo contratto e una proposta di legge sulla democrazia e la rappresentanza nei luoghi di lavoro. Dopo la firma del contratto separato dei metalmeccanici, la Fiom passa al contrattacco.

“In democrazia, una minoranza non può imporre alla maggioranza la propria volontà”. E’ l’attacco di Fiom – Cgil all’accordo separato sul modello contrattuale siglato da Governo e Confindustria con tutti i sindacati, ad eccezione della Cgil, e alla sua applicazione nel contratto nazionale dei metalmeccanici, contro cui Fiom ha strenuamente lottato. E continuerà a farlo. Nei giorni scorsi, il sindacato ha inviato 350 lettere ad altrettante imprese modenesi, per diffidarle ad applicare il nuovo contratto, sino al dicembre del 2011 quando scadrà la validità del precedente accordo unitario del 2008. Di più, Fiom si dice pronta a denunciare le aziende che lo applicheranno per attività antisindacale. Parallelamente Fiom ha iniziato la raccolta di firme per presentare una proposta di legge sulla democrazia e la rappresentanza sindacale. 1500 quelle già raccolte a Modena in una settimana, 5mila l’obiettivo provinciale. Tre i principi alla base del provvedimento: elezione delle Rsu su base proporzionale, contratti che devono sempre essere sottoposti a referendum tra tutti i lavoratori e certificazione della rappresentatività sindacale, perché appunto la minoranza non imponga la propria volontà alla maggioranza. Marazzi, nuovo stabilimento contro la crisiNelle parole con cui Filippo Marazzi ha tenuto a battesimo il nuovo stabilimento produttivo di Casaglie c’è passione e orgoglio. “Ai miei collaboratori – ha detto nel suo discorso il presidente di Marazzi Group – dall’autunno 2008 quando è iniziata questa maledetta crisi, vado ripetendo che non esiste la crisi ma quello che dobbiamo fare per uscirne”. Una frase che trova la sua attuazione nel nuovo sito inaugurato stamattina: un impianto di ultima generazione, dotato di due linee a ‘tecnologia continua’ che assicurano la massima flessibilità produttiva. Un investimento da 35 milioni sugli oltre 90 previsti dal piano industriale del gruppo sassolese per rispondere alla crisi che consente di avvicinare esigenze produttive e aspettative del mercato: la ‘tecnologia continua’ consente infatti di passare da una tipologia di ceramica all’altra variando formati, spessori, colori e decori a seconda delle richieste del mercato. Un impianto in grado di produrre a pieno regime 4 milioni di metri quadrati in un anno, che fa dell’automazione la sua forza perché “nel mondo, solo le ceramiche sassolesi – ha concluso Marazzi – sanno fare innovazione sia tecnologica sia di prodotto”. A fianco di Filippo Marazzi, nel giorno dell’inaugurazione il presidente della Regione, Vasco Errani, per testimoniare l’impegno congiunto di lavoratori, imprenditori e istituzioni contro la crisi. Impegno che ha consentito di ridurre al massimo i licenziamenti e di non disperdere importanti competenze. “Ma tutto questo – ha detto Errani – sarebbe inutile senza il coraggio di quegli imprenditori che, pur in un delicatissimo momento, continuano ad investire e a scommettere nel futuro”.   


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