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Comune di Modena, Ausl, Policlinico, enti, associazioni, imprese e cooperative del settore sociale e sanitario nel 2010 investiranno oltre 200 milioni di euro per la salute e il benessere sociale nel distretto di Modena.

Aumentano di 2 milioni e mezzo rispetto allo scorso anno, arrivando ad una somma complessiva di 203 milioni di euro, gli investimenti per attività sociali o sanitarie del Comune di Modena, previsti dal piano di zona distrettuale per la salute e il benessere sociale della città di Modena. 275 tra servizi e attività saranno rivolti ad anziani, famiglie, bambini, giovani disabili ma anche immigrati e tossicodipendenti. In campo sanitario l’area che registra il maggior investimento è quella della patologie prevalenti, come le malattie cardiovascolari, che si accaparra il 33% del totale delle risorse. Alle politiche a favore degli anziani saranno assegnati 43 milioni e 800 mila euro. Crescono anche gli investimenti per servizi ai minori anche grazie al fondo regionale straordinario per la promozione dei diritti e il sostegno alla genitorialità e qulli volti a contrastare la povertà , grazie a misure stroardinarie contro la crisi economica. 20 i milioni di euro investiti per il constrasto alla povertà. Nel 2008 erano state 1103 le famiglie modenesi che si erano rivolte ai servizi sociali per chiedere aiuti economici, sono state 1296 nel 2009. Per il 2010 il numero è destinato ad aumentare e se dal governo non verranno prorogati gli ammortizzatori sociali per i lavoratori delle aziende in difficoltà, si calcola che potrebbero essere almeno 6000 le famiglie non più autosufficienti. E sul problema sociale creato dalla crisi interviene anche la Cisl, che chiede un confronto per rinnovare il sistema dei servizi di welfare locale. Anche il sindacato, come scrive in una nota, sta assistendo a un boom di richieste di aiuto, per questo sostiene che è giunto il momento di ridistribuire i carichi fiscali in base a principi più solidali. Il consigliere regionale del Pdl Enrico Aimi chiede invece che siano privilegiati i cittadini italiani nella destinazione delle risorse.


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