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Oggi a fiera a Modena si è svolta l’assemblea dei soci della Banca Popolare dell’Emilia Romagna. Come da tre anni a questa parte un vero e proprio evento, tra tensione, accuse e parole grosse. Alla fine, però, il lavoro del gruppo dirigente ha ottenuto pieno consenso e l’avvocato Samorì di Bper futura è stato nuovamente sconfitto.

Alla fine è andata come era prevedibile: la lista 1 “Rinnovamento nella continuità” che candidava tra gli altri l’amministratore delegato Fabrizio Viola e Luigi Cremonini, si è imposta con un netto vantaggio. 7520 i consensi ottenuti contro i 1984 andati alla lista 2 “Bper futura” dell’avvocato Samorì, poco più del 20%, su un totale di 9504 voti. Ma per il terzo anno consecutivo, l’assemblea dei soci della Banca Popolare dell’Emilia Romagna, chiamata ad approvare il bilancio 2009 e ad eleggere 6 componenti del Cda, si è svolta in un clima da stadio, tra scambi di accuse, urla, applausi e una tensione palpabile. Motivo del contendere, stavolta, il tempo degli interventi con l’avvocato Samorì che ha scritto a Consob e Banca d’Italia lamentandosi dei pochi minuti concessi dal presidente Leoni ai presentatori delle liste. E La mancata intesa sui tempi ha rischiato di far naufragare la stessa assemblea: 433 le persone iscritte a parlare all’inizio, un tempo stimato di 900 minuti, evidente tentativo di paralizzare i lavori. Poi, nel suo intervento Samorì ha invitato i sostenitori della lista 2, rinunciando a questa azione ostruzionistica. E così, verso le 14, le operazioni di voto sono potute iniziare sull’onda dell’invettiva lanciata dallo stesso Samorì: “La storia insegna che tutti i gruppi dirigenti che rifiutano il confronto sono destinati a cadere”. Il risultato del voto non gli ha dato ragione. Premiato, invece, l’intenso lavoro dell’amministratore delegato Fabrizio Viola nel primo anno, pieno, di mandato che visto l’istituto di credito modenese resistere meglio di altre banche alla crisi mondiale e concludere alcune vicende complesse da Italease a Meliorbanca. Il bilancio 2009 è stato chiuso con un utile netto di 169,5 milioni, in calo del 18,8% rispetto al 2008, e un dividendo di 0,15 centesimi per azione, ma anche con impieghi e raccolta diretta in crescita e una plusvalenza di 140 milioni da contabilizzare sul 2010 per la cessione di Arcavita a Unipol. I tantissimi soci che hanno partecipato fisicamente all’assemblea hanno così confermato piena fiducia all’attuale gruppo dirigente, ma Samorì non ha intenzione di mollare, anche in vista della prossima modifica statutaria e dell’elezione dal prossimo anno nel cda dei rappresentanti delle minoranze. Alla lettura del verdetto, Samorì ha duramente contestato le modalità di voto e di svolgimento dell’assemblea, ma si è detto anche entusiasta per l’esito. Per Fabrizio Viola, invece, i soci hanno saputo apprezzare la qualità del lavoro svolto, nonostante il clima ostile e di tensione creato da Bper futura.


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