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Nel mese di marzo sono state autorizzate quasi 2 milioni di ore di cassa integrazione, un vero e proprio record in negativo. Il sindacato chiede l’impegno di Governo e imprese per scongiurare migliaia di licenziamenti. Fumata nera, intanto, alla Emilceramica dove rischiano il posto in 29. Nuovo sciopero alla Bedini di Modena.

Sfiora i due milioni il monte ore di cassa integrazione ordinaria e straordinaria registrato in provincia di Modena a marzo 2010. Un milione e 927mila 250 ore. ‘Un picco mai raggiunto nella nostra provincia” – sottolinea Vanni Ficarelli della Cgil di Modena. E il calcolo non tiene conto delle ore di cassa integrazione in deroga autorizzate dalla Regione. Dall’inizio dell’anno e in soli tre mesi il totale di ore di cassa integrazione ordinaria e straordinaria sono state cinque milioni e mezzo, un’impennata dell’800% rispetto allo stesso trimestre del 2009, anno in cui complessivamente erano state autorizzate 11 milioni e 334mila ore: “Una quantità di ore che denota ormai una situazione di strutturalità della crisi” commenta il sindacalista. Quello che preoccupa è la scadenza nel 2010 di molti accordi di cassa integrazione straordinaria, 130 di cui 47 entro giugno: situazioni che in mancanza di soluzioni adeguate rischiano di trasformarsi in migliaia di licenziamenti. Per Ficarelli le risposte devono venire dalle imprese che possono scegliere di adottare strumenti meno penalizzanti come i contratti di solidarietà: sono stati già applicati in 50 aziende con risultati soddisfacenti. Devono venire dal Governo che anziché negare la drammaticità della crisi deve finalmente approvare la riforma degli ammortizzatori sociali e garantire con urgenza la copertura finanziaria delle casse in deroga. Un appello al Governo per la proroga degli ammortizzatori è arrivato anche dall’ultimo consiglio provinciale che, all’unanimità, ha approvato un ordine del giorno proposto dal capogruppo del Pd Luca Gozzoli. Nell’agenda della crisi segnaliamo ancora due situazioni: Emilceramica vuole licenziare 29 dipendenti e ieri in Regione non è stata trovata una soluzione per evitare gli esuberi. Per i sindacati anche in questo caso la soluzione sono i contratti di solidarietà. Di nuovo sciopero ad oltranza alla Bedini di via Olanda. I lavoratori protestano contro il licenziamento improvviso di un impiegato e la decisione dell’azienda di rateizzare in quattro tranche lo stipendio di marzo, malgrado gli accordi sottoscritti.


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