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Ancora 13 giorni, poi partiranno le lettere di licenziamento per 27 dei 37 dipendenti della Steton di Carpi. I lavoratori sono tornati davanti ai cancelli per chiedere all’azienda il ricorso al contratto di solidarietà.

La vertenza più difficile, emblema delle difficoltà di un intero settore. Trent’anni fa, alla Steton di Carpi, gli addetti erano più di duecento su due stabilimenti, adesso ne sono rimasti 37, disperatamente aggrappati al posto di lavoro. Ma dopo mesi di trattative estenuanti e apparentemente senza sbocchi, la rassegnazione nei dipendenti dell’azienda che produce macchine per la lavorazione del legno comincia a serpeggiare. Ciò nonostante, stamattina, erano ancora davanti ai cancelli per chiedere alla proprietà di fare un passo indietro e ridurre il numero di esuberi previsti. Senza un’intesa a fine aprile partiranno le lettere di licenziamento per 27 dei 37 addetti.Assistiti dai sindacalisti della Fiom – Cgil di Carpi, i lavoratori chiedono all’azienda di ridurre gli esuberi, facendo ricorso al contratto di solidarietà e, contemporaneamente, di avviare la richiesta alla Regione per la cassa integrazione in deroga che garantirebbe loro, per un altro anno, un minimo di reddito. Un anno ancora di speranza, nonostante la crisi del settore e le difficili prospettive occupazionali complessive, da incoraggiare magari aumentando gli incentivi all’esodo proposti dalla proprietà. “I più bassi mai visti”, accusano alla Fiom.


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