in:

Boccata d’ossigeno per i 18 addetti della Bedini 1955. Dopo tre giorni di presidio davanti ai cancelli, stamattina, è stato raggiunto un accordo con la proprietà. Nulla di fatto, invece, alla Steton di Carpi, a rischio ci sono 27 posti di lavoro.

Tre giorni davanti ai cancelli della Bedini 1955, l’azienda che produce componenti per impianti a metano a gpl nata nel settembre del 2009 sulle ceneri della storica Bedini srl. Ma stamattina per i 18 addetti è arrivata una buona notizia. La proprietà, l’imprenditore laziale Massetani e Massimo Bedini figlio del fondatore dell’azienda, ha accolto praticamente in toto le richieste dei lavoratori a cominciare dal pagamento degli stipendi arretrati. Nel documento concordato con i rappresentanti di Fiom Cgil e le rsu si prevede il saldo degli emolumenti non pagati entro il 12 aprile, ma soprattutto si mette nero su bianco che sino al 2011 l’azienda non lascerà lo stabilimento di via Olanda. La proprietà si è inoltre impegnata a ristabilire corrette relazioni sindacali, dopo il reintegro di un delegato di fabbrica precedentemente licenziato, e a garantire la piena funzionalità dei macchinari. Soddisfatti i rappresentanti sindacali e i 18 dipendenti che già all’inizio del turno pomeridiano sono tornati al lavoro, ma si dicono pronti ad incrociare nuovamente le braccia se l’azienda non manterrà i patti. Nulla da fare, invece, alla Steton di Carpi. Dopo la protesta di ieri, i dipendenti dell’azienda che produce macchine per la lavorazione del legno, hanno proclamato altre 20 ore di sciopero. Le prime 4 sono in programma martedì 6 aprile, con presidio davanti ai cancelli dell’impresa sulla Statale romana nord. Samorì, terzo assalto alla Bper Samorì, atto terzo. In vista dell’assemblea dei soci del Gruppo Bper, in programma a Modena Fiere, sabato 17 aprile, l’avvocato modenese che guida l’associazione azionisti per lo sviluppo della Banca popolare dell’Emilia Romagna, ha presentato i candidati con cui intende andare all’assalto del Consiglio di amministrazione. Dopo i primi due tentativi falliti, anche quest’anno, Bper Futura difficilmente riuscirà nell’impresa, in quanto lo statuto della banca non è stato ancora modificato. Per Samorì però il calo dell’utile netto consolidato e dei dividendi avvicinerà sempre più soci alla lista 2. Nel frattempo, l’avvocato modenese si prepara a chiedere un maxi risarcimento alla banca per non aver potuto avere negli anni scorsi l’elenco completo di indirizzo dei soci… Gianpiero Samorì, presidente Bper futura “Ancora più importante – ha sottolineato Samorì presentando la lista con al fianco il campione olimpico Antonio Rossi – sarà ottenere la modifica dello statuto, in modo che sia garantita nel Cda una rappresentanza proporzionale delle liste”. Gianpiero Samorì, presidente Bper futura


Riproduzione riservata © 2016 TRC