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Dopo un anno di cassa integrazione, alla Goldoni di Carpi scattano i contratti di solidarietà. Scongiurato, per ora, il rischio di un centinaio di licenziamenti. E la crisi provoca anche un calo nei consumi alimentari.

Siglato l’accordo tra azienda e sindacati per l’avvio dei contratti di solidarietà alla Goldoni di Migliarina di Carpi. L’accordo evita il licenziamento di 111 lavoratori su un totale di 348. I contratti di solidarietà, che scatteranno dal 6 aprile, prevedono una riduzione media dell’orario di lavoro di circa il 30% per 12 mesi, e poi rinnovabile per altri 12. La Goldoni, storica azienda metalmeccanica, ha dovuto far fronte a un calo del fatturato di oltre il 30% nel 2009; le difficoltà sono rimaste anche per il 2010 e non potevano essere affrontate con il ricorso alla cassa integrazione ordinaria perchè l’azienda sta esaurendo le 52 settimane a disposizione. In calo i consumi L’economia modenese manifesta ancora segnali di crisi, con inevitabili ricadute negative sull’occupazione e sui consumi. Pochi giorni fa il sindacato Cisl aveva analizzato l’andamento della cassa integrazione guadagni nel periodo gennaio-febbraio. Con dati a dir poco allarmanti: nei primi due mesi dell’anno sono state autorizzate 3 milioni e mezzo di ore; rispetto allo stesso periodo del 2009 l’incremento è superiore del mille per cento e la nostra provincia da sola assorbe il 20% di tutte le ore richieste a livello regionale. E se manca il lavoro i consumi giocoforza si contraggono. L’ennesima conferma di una situazione difficile arriva da Confesercenti, il cui Osservatorio economico ha studiato l’andamento di un centinaio di imprese che operano nel piccolo dettaglio alimentare. Nel 2009, rispetto al 2008, in alcuni periodi, il fatturato è calato anche oltre il 15%. La crisi sta progressivamente erodendo la capacità di spesa di tante famiglie costrette a ridurre anche l’acquisto di prodotti alimentari, beni la cui domanda viene considerata indipendente dall’andamento congiunturale. Non questa volta. Anzi, i consumatori si stanno orientando sempre verso i prodotti di primo prezzo – sottolinea Confesercenti, che chiede un forte intervento del Governo per ridurre l’Iva sui servizi che gravano su imprese e consumatori e, in generale, interventi che restituiscano capacità di spesa alle famiglie.


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