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Malore, dopo lo sciopero della fame, per un operaio della Maserati. E mentre è in corso la causa per il suo reintegro, deciso dal Tribunale in via cautelare, gli avvocati della Cgil chiedono che si proceda con un provvedimento d’urgenza.

Ha sospeso lo sciopero della fame dopo avere accusato un malore che lo ha costretto a sottoporsi a un controllo all’ospedale, Eugenio Scognamiglio, ex delegato della Fiom Cgil della Maserati che, ieri mattina, aveva messo in atto la protesta davanti allo stabilimento modenese del Tridente. L’operaio, 40 anni con due figli, era stato sospeso cautelativamente dalla Maserati nel dicembre del 2008 e poi licenziato perchè ritenuto responsabile di una protesta interna. A far degenerare le cose fu l’annuncio dell’azienda di non voler rinnovare il contratto a 112 precari. Maserati accusa l’operaio di avere minacciato il responsabile del personale e un addetto della vigilanza e su queste vicende è in corso una causa presso il giudice del lavoro. Ma dopo il reintegro del lavoratore in via cautelare deciso dal Tribunale di Modena, ora gli avvocati della Cgil chiedono che si proceda con un provvedimento d’urgenza, senza attendere la conclusione della vertenza. Protesta alla Tetrapak “Non si tratta di un’azienda in crisi” si affrettano a precisare i responsabili sindacali di Filcam, Fiom, Uiltusc e Uim Modena, nel commentare la vicenda che sta coinvolgendo una parte dei lavoratori Tetrapak. Nove addetti dei servizi di reception e manutenzione presso la nota azienda di packaging rischiano infatti il posto di lavoro e per gli altri 10 sono previste riduzioni salariali del 25%, in media -326 euro lordi al mese, per effetto del cambio di contratto dovuto al passaggio dell’appalto, previsto per fine marzo dalla Manitalidea di Ivrea a due aziende emiliane. Tra le iniziative di lotta a sostegno della vertenza, i lavoratori, riunitisi in assemblea stamattina, hanno deciso di attuare nei prossimi giorni un pacchetto di scioperi e di attivare le procedure per la richiesta di ritiro della certificazione SA 8000, sulla responsabilità sociale d’impresa e sul rispetto dei diritti dei lavoratori, ottenuta da Teatrapak nel 2006. Lavoratori e sindacati chiedono alla multinazionale di garantire il posto di lavoro a tutti i lavoratori in appalto con il mantenimento delle attuali condizioni retributive.  


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