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Cooperare, la finanziaria di Legacoop che sostiene i progetti di sviluppo delle cooperative medie e grandi, si apre alle banche del territorio. Nel capitale sociale sono entrate Bper, Banco Popolare e Cariparma.

“Di fronte alle crisi noi non abbiamo la possibilità di chiudere o di fare cassa vendendo marchio e stabilimenti, per trasferire altrove la produzione: la cooperazione, coerentemente con la sua storia e con i suoi valori, non ha che un obiettivo da perseguire: resistere per garantire il lavoro ai soci”. Nelle parole con cui Giuliano Poletti, presidente nazionale di Legacoop e primo azionista, attraverso Coopfond, di Cooperare, ha tenuto a battesimo la rinnovata finanziaria del mondo cooperativo emiliano, c’è un mix di storia e di futuro. Storia che indica la mission e gli obiettivi da perseguire, ma senza rinunciare a dotarsi di nuovi strumenti, come appunto Cooperare la finanziaria che ora, dopo il processo di capitalizzazione completato con l’ingresso di Banca Popolare dell’Emilia Romagna, Banco Popolare di Verona – San Geminiano e San Prospero e Credit Agricole – Cariparma, è in grado di mettere in moto investimenti per 500 milioni. Forte di una miglior tenuta alla crisi, il mondo cooperativo si prepara ora ad investire per crescere ancora, seguendo tre direttive principali: innovazione, internazionalizzazione, energia e sostenibilità. Non a caso il prossimo progetto che Cooperare si appresta a finanziare riguarda la produzione di bioenergia dal compost.


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