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Al termine di una seduta fiume, conclusasi poco dopo le 2 della scorsa notte, il consiglio comunale ha approvato con i voti favorevoli di Pd e Sinistra per Modena il bilancio previsionale 2010.

Aiutare le famiglie in difficoltà a superare la crisi economica con un occhio alle esigenze delle imprese; ampliare l’organico della polizia municipale; rafforzare l’offerta di posti ai nidi e nelle case protette; aumentare la raccolta differenziata. Sono questi i principali obiettivi che si propone di conseguire nel 2010 l’amministrazione comunale di Modena. Obiettivi fissati ieri sera nel bilancio previsionale 2010, approvato con i voti favorevoli di Pd e Sinistra per Modena e con quello contrario di tutte le opposizioni, al termine di una seduta fiume conclusasi poco dopo le 2. Una manovra economica da 287 milioni, di cui 73 per gli investimenti con priorità all’edilizia scolastica e alle manutenzioni. La spesa corrente arriva a 214 milioni, 3,7 in più rispetto all’anno scorso, in funzione di alcuni ritocchi sulle tariffe dei servizi sociali, educativi, sportivi e per la raccolta dei rifiuti, ma senza aumenti dei tributi: il costo di Ici, Irpef, pubblicità, affissioni, Tosap e passi carrai resterà invariato. L’aumento servirà per potenziare servizi scolastici e politiche sociali, con la spesa per il welfare che arriva a 111 milioni, più della metà dell’intero bilancio. Sin qui le linee guida di una manovra che le opposizioni hanno giudicato “poco coraggiosa e incapace di incidere realmente sul funzionamento della macchina amministrativa”. Nel mirino, come sempre, le consulenze esterne e alcune voci di spesa per il sociale, mentre la Lega ha anche giudicato insufficienti gli investimenti per la sicurezza. Bilancio difeso invece da Pd e Sinistra per Modena che hanno ricordato come nonostante i tagli dello Stato e i 16 milioni di crediti che vanta il Comune da Roma, la spesa per famiglie e imprese sia addirittura in aumento. E in tal senso va rilevato anche il timido segnale di apertura tra Pd e Udc, con uno scambio di astensioni, su due ordini del giorno. Cortesie politiche che non cambiano il senso del voto contrario dell’Udc al bilancio, ma tengono in vita le prove di dialogo iniziate già prima delle amministrative. Dopo le regionali, si capirà se i flirt romani potranno diventare qualcosa di più anche in Emilia Romagna. Manfredini: "Rivedere i derivati" “Il Comune di Modena piange miseria, ma la colpa è delle perdite dovute alle operazioni sui derivati, vere e proprie scommesse sull’andamento dei tassi d’interesse”. L’attacco è del capogruppo della Lega Nord, Mauro Manfredini, che denuncia come l’anno scorso le perdite per le casse comunali delle cinque operazioni effettuate nel 2002 con la società Ubm del Gruppo Unicredit, abbiano raggiunto i 310mila euro. “E nel bilancio di quest’anno – continua il capogruppo della Lega Nord – sono previste uscite per 540mila euro”. Numeri confermati dall’assessore al bilancio, Alvaro Colombo, secondo cui però interrompere anticipatamente le sottoscrizioni sui derivati, in scadenza tra il 2015 e il 2019, costerebbe al Comune 1 milione e 800mila euro. Decisamente troppo in un momento di grande difficoltà per i bilanci degli enti locali. Tanto più che l’andamento negativo di queste operazioni è inversamente proporzionale al costo dei mutui per il Comune.


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