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Entra nel vivo il 16esimo congresso della Cgil. Un appuntamento particolarmente sentito per il primo sindacato italiano, con oltre 6 milioni di iscritti, più di 126mila a Modena. In campo due mozioni contrapposte, per un confronto che si annuncia molto caldo.

Da una parte Epifani e il gruppo dirigente che ha guidato negli ultimi otto anni il sindacato, dall’altra due categorie simbolo, metalmeccanici e pubblico impiego, sostenute anche dai bancari. Il 16esimo congresso della Cgil che avrà il suo clou dal 5 all’8 maggio a Rimini si annuncia caldo come non mai. Colpa della crisi, dei milioni di posti di lavoro persi, dello scontro con Cisl e Uil, seguito alla firma separata del nuovo modello contrattuale. E così gli oltre 6 milioni di iscritti al primo sindacato italiano sono ora chiamati a scegliere tra due mozioni contrapposte che, pur non mettendo in discussione l’unità del movimento, ne tratteggiano un futuro assai diverso. I sostenitori della mozione “La Cgil che vogliamo”, primo firmatario Domenico Moccia, criticano la gestione degli ultimi anni, contestando i risultati conseguiti sia ai tempi del Governo Prodi sia ora che Governo Berlusconi, scelte di Cisl e Uil e crisi sembrano aver messo la Cgil all’angolo. Sull’altro fronte la mozione “I diritti ed il lavoro oltre la crisi”, primo firmatario Guglielmo Epifani, rivendica i risultati conseguiti evitando il muro contro muro e ricercando l’intesa ogni volta che questo era possibile, senza dimenticare le parole d’ordine di questi anni: difesa del lavoro di qualità e lotta alla precarietà. Un confronto intenso da cui certamente uscirà una Cgil diversa, anche perché dopo otto anni Epifani deve passare la mano. Per i 126mila iscritti modenesi, più della metà pensionati, è il momento delle scelte. Sino al 19 febbraio si svolgeranno oltre 1700 assemblee di base, cui seguiranno i congressi di categoria, per eleggere 634 delegati all’assise provinciale, in programma il 2 e 3 marzo. A Modena, l’intera segreteria provinciale guidata da Donato Pivanti e la maggior parte dei segretari delle categorie sostengono la mozione Epifani. Con Moccia, Fiorani della Fiom, Bonaccini della Funzione pubblica e Iseppi dei bancari.


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