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Lavorare senza stress, in sicurezza, con orario flessibile e formazione continua. Queste sono le caratteristiche che secondo il dipendente medio rendono migliore un lavoro. Presentata un’indagine sulla qualità lavorativa in provincia di Modena.

“Generazione mille euro” non è solo il titolo di un libro dal quale è stato tratto un famoso film, ma descrive la condizione della maggior parte dei trentenni italiani, e modenesi, che vivono con il minimo salariale con contratti precari senza garanzie sul futuro, malattia o ferie pagate. Le volontà dei lavoratori sarebbero ovviamente opposte, come emerge dai risultati dell’indagine sulla qualità della vita lavorativa che ha visti intervistati oltre 800 lavoratori di 17 imprese di Modena e provincia. La ricerca è stata condotta dal Club delle imprese modenesi per la responsabilità sociale, con il supporto operativo di Focus Lab. “I lavoratori desiderano svolgere un lavoro poco stressante e piuttosto sicuro, con orari flessibili e formazione continua: sarebbero questi i segreti per migliorare la qualità del lavoro all’interno di un’azienda, che vanno ben oltre l’attenzione al livello retributivo”. E’ l’identikit tracciato dall’assessore alle Politiche economiche del Comune di Modena Graziano Pini. L’indagine individua tra gli strumenti più idonei per migliorare la qualità della vita il costante monitoraggio del clima aziendale e delle relazioni che vi si svolgono. Il livello retributivo rappresenta però il fattore che attrae maggiormente i trentenni, operai o impiegati che siano, non più studenti e con la voglia di costruire una famiglia o comprare una casa. I risultati dell’indagine diffondono così l’importanza dell’attenzione alle condizioni dei lavoratori, sperando che non restino solo numeri sulla carta, ma diventino un concreto spunto per migliorare la quotidianità delle persone.


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