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Integrazione societaria con Act di Reggio Emilia, riduzione del personale e aumento della produttività, con l’obiettivo di chiudere in utile il bilancio 2009. Dopo le critiche ricevute, Atcm ha varato il nuovo piano industriale.

Due anni ancora in perdita, ma nel 2011 Atcm prevede di chiudere il bilancio con un utile di 900mila euro. E’ un guanto di sfida vero e proprio quello lanciato dall’azienda di trasporti con il nuovo piano industriale varato martedì scorso dal Cda all’unanimità. Dopo anni di difficoltà economiche e polemiche per i servizi erogati, Atcm punta al rilancio, nonostante lo Stato per la prima volta nella storia non abbia contribuito a finanziare il rinnovo del contratto nazionale di lavoro. Una sfida che necessariamente prevede sacrifici e che inevitabilmente farà discutere, con le organizzazioni sindacali già oggi sul piede di guerra. Il nuovo piano industriale prevede infatti la riduzione dei costi operativi con la riorganizzazione dei turni di servizio per razionalizzare le risorse ed aumentare la produttività. Resteranno, invece, invariati servizi erogati e numero dei chilometri percorsi. Obiettivo del Cda aumentare l’efficienza, portando i ricavi e il numero di passeggeri trasportati per chilometro in linea con le altre aziende del settore. Con la nuova organizzazione dei turni di lavoro, l’azienda punta a ridurre progressivamente anche il personale in servizio, passando dagli attuali 581 dipendenti ai 505 previsti per il 2011. Tuttavia resta confermato che nessun dipendente di Atcm verrà licenziato, sarà invece bloccato il turn-over e sarà incentivato l’esodo volontario, come già avvenuto quest’anno per 20 operatori assunti da Fer. La riduzione dei costi passerà anche attraverso la rinegoziazione di tutti i contratti in essere, il taglio delle spese, la razionalizzazione della rete di vendita e l’aumento dei chilometri in subconcessione. Il Piano industriale prevede anche nuove entrate, partendo dal rilancio della lotta ai portoghesi. Anche se la svolta più significativa potrebbe arrivare dall’integrazione societaria con Act di Reggio Emilia. Fondazione Crmo, 1 milione contro la crisi Contro la crisi la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena raddoppia. Dopo il milione di euro stanziato lo scorso maggio, il Cda ha infatti deciso di destinarne un altro al sostegno dei modenesi in difficoltà. Potranno accedere al finanziamento i quattro comuni capi distretto di Modena, Sassuolo, Pavullo e Castelfranco, presentando specifici progetti, mirati al contrasto della povertà e al sostegno dei redditi più bassi. “Le previsioni concordano nel considerare il 2010 come un anno in cui a fronte di segnali incoraggianti di ripresa produttiva permangono forti criticità sul versante lavorativo – commenta il Presidente della Fondazione, Andrea Landi – E’ pertanto necessario uno sforzo congiunto e continuativo delle istituzioni per cercare di contenere il più possibile gli effetti sociali della crisi”. Il fondo speciale della Fondazione finanzierà due tipologie di progetti: le azioni a contrasto della povertà estrema, come raccolta e distribuzione di generi di prima necessità o accoglienza temporanea, e il sostegno del reddito delle famiglie, attraverso sussidi di disoccupazione, riduzione delle tariffe per i servizi sociali, abbattimento delle bollette di luce, acqua, gas e igiene ambientale o supporto al pagamento di affitto e mutui. La Fondazione sollecita i Comuni a presentare progetti che prestino particolare attenzione a quei beneficiari che non usufruiscano di altri ammortizzatori sociali, ai nuclei familiari e alle persone anziane. Non saranno presi in considerazione soltanto gli interventi di natura economica, ma anche iniziative di carattere sociale e attività di volontariato.


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