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Ancora una fumata grigia, ieri in Regione, nella complessa vertenza sulla ristrutturazione del Gruppo Marazzi. Adesso l’assessore Campagnoli incontrerà separatamente le parti per trovare l’intesa.

Di buono c’è che vertici aziendali e sindacati sembrano intenzionati ad evitare a tutti i costi la rottura, ma la complessa vertenza sulla ristrutturazione del Gruppo Marazzi è tutt’altro che in via di definizione. Ieri, il secondo vertice in Regione è durato tutto il pomeriggio, ma le parti sono sostanzialmente rimaste sulle proprie posizioni. Da una parte la proprietà che vuole chiudere gli stabilimenti Ragno di Sassuolo e Iano di Scandiano per avviare il piano di rilancio attraverso razionalizzazioni interne, dall’altra i sindacati che non intendono cedere sulla salvezza di Iano. Organizzazioni dei lavoratori che, peraltro, nonostante distinti punti di vista su alcune questioni specifiche, continuano a mantenere al tavolo una posizione comune. Cgil, Cisl e Uil, anche ieri, sono tornate a sottolineare alcuni punti irrinunciabili per concludere la vertenza, con la richiesta alla proprietà di investimenti in tecnologia, garanzia della continuità produttiva del sito di Iano e difesa dell’occupazione, anche per quanto riguarda il settore impiegatizio e quello della logistica. Richieste in linea con la volontà più volte manifestata dalla proprietà di consolidare la presenza del Gruppo Marazzi nel distretto ceramico. Ma evidentemente la traduzione pratica di queste comuni volontà teoriche resta un affare complesso. E così la palla torna all’assessore regionale alle attività produttive, Duccio Campagnoli, che ora incontrerà separatamente le parti. Poi lunedì prossimo nuovo vertice in Regione, con i lavoratori Ragno e Marazzi che sperano arrivi davvero un bel regalo di Natale. Sciopero alla Sicar Sospero lo siopero di 8 ore e il presidio davanti ai cancelli iniziato stamattina alla Sicar di Carpi azienda metalmeccanica di circa 70 addetti che produce macchine per la lavorazione del legno. I lavoratori protestavano contro il mancato pagamento delle ultime tre mensilità, avendo ricevuto l’ultima busta paga ad agosto. Ma proprio oggi la proprietà ha comunicato la disponibilità al pagamento dello stipendio di settembre. Lo sciopero di oggi rientra in un pacchetto di 16 ore deciso dall’assemblea dei lavoratori lo scorso 9 dicembre. Ora però Fiom e Rsu si augurano risposte alle richieste relative a tutte le spettanze. In azienda è già aperta una procedura di cassa integrazione straordinaria per crisi aziendale che interessa dallo scorso marzo, 56 lavoratori, in parte anche a zero ore. Giovedì nuovo incontro tra rappresentanti dei dipendenti e titolari.Protesta dell’agricolturaI trattori tornano in strada. Oggi il settore agricolo è di nuovo sul piede di guerra. Lungo le principali arterie stradali della nostra regione organizzata una sfilata con centinaia di trattori per ribadire le profonde difficoltà che sta atraversando il settore. Le centrali cooperative agroalimentari sostengono l’iniziativa e sottolineano che si rischia la paralisi dell’attività e che il maxi-emendamento alla Finanziaria, pur rappresentando un passo in avanti, non basta a dare risposte adeguate.


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