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Lavoratori di nuovo in piazza con lo sciopero indetto dalla Cgil per dare voce ai lavoratori che stanno subendo gli effetti più duri della crisi economica e per dire no alle scelte del Governo adottate con la Finanziaria.

Operai in cassa integrazione, che stanno perdendo il posto di lavoro che non riescono più a pagare l’affitto con intere famiglie messe a dura prova dalla crisi economica. Uno scenario preoccupante anche per l’occupazione modenese che ha indotto la Cgil ad una nuova mobilitazione. Dopo lo sciopero nazionale del 14 novembre oggi il sindacato ha proclamato 4 ore di sciopero, con manifestazione in piazza Grande, per dire no ai licenziamenti e per chiedere l’estensione degli ammortizzatori sociali. Lo sciopero provinciale modenese ha coinciso con lo sciopero nazionale del pubblico impiego e di scuola-università. La Cgil chiede il ritiro del decreto legge Gelmini sull’Università e si scaglia contro la legge finanziaria che non prevede risorse sufficienti per il rinnovo dei contratti pubblici. Condivisione alle motivazioni dello sciopero e solidarietà ai lavoratori sono state espresse dall’onorevole del Pd Manuela Ghizzoni e dal segretario regionale del partito Stefano Bonaccini.“Speriamo che ora la Cgil torni a fare sindacato con noi e abbandoni la strada politica”, così Francesco Falcone, segretario Cisl, a commento dello sciopero di oggi. “Non  partecipo a guerre di cifre, ma l’adesione credo debba far riflettere seriamente la Cgil, che invito a ricominciare con noi a sostenere i lavoratori”.


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