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Il 2009 è stato il peggior anno della storia dell’industria ceramica italiana, ma il punto più basso della crisi è già stato toccato, e il 2010 non sarà a segno meno. Questo secondo le previsioni di Confindustria ceramica, che oggi, in un incontro con la stampa, ha fatto il punto della situazione.

Meno 19% dei volumi di vendita e, complice la necessità di smaltire le giacenze, meno 29% di produzione di piastrelle nel 2009. Sono questi i dati più agghiaccianti forniti oggi da Confindustria sull’anno horribilis dell’industria ceramica italiana, di cui il distretto modenese è leader. Cause del disastro la crisi economica internazionale, sommata al protrarsi del calo dell’attività immobiliare, soprattutto in Europa e in Nord America. E’ l’export infatti il tallone d’achille delle ceramiche del distretto, almeno nei paesi che hanno sempre trainato le vendite del settore. Per questo, spiega il presidente di Confindustria ceramica Manfredini, si deve puntare sui paesi emergenti, Asia e Nord Africa, per guardare al 2010 con più ottimismo di quanto permettano le previsioni degli addetti ai lavori. Il peggio, spiega infatti Manfredini, è alle spalle, ma nel 2010 gli studi dell’associazione mostrano una sostanziale stabilità nella produzione. Non ancora quella ripresa che migliaia di lavoratori del settore aspettano. Un ottimismo, quello di Manfredini, che sembra riguardare anche la vertenza Marazzi, da ieri ufficialmente sul tavolo della Regione.Sciopero alla GambroSi sono posizionati davanti ai cancelli stamattina alle 5,30 e, nonostante il gelo, lì sono rimasti fino alle 14. Stiamo parlando dei lavoratori della Gambro Dasco di Medolla, azienda leader del settore biomedicale. Da settembre la Rsu è in attesa di conoscere il progetto industriale per i prossimi anni promesso dalla direzione aziendale, ma anche nel recente incontro del 3 dicembre – spiegano i sindacati – non sono emersi elementi chiari tesi a consolidare ed implementare il sito produttivo di Medolla.


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