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Svolta nella vertenza Marazzi. Oggi pomeriggio in Regione, l’assessore Campagnoli ha deciso di aprire un tavolo negoziale istituzionale. D’ora in poi, a cominciare già da lunedì prossimo, la trattativa continuerà in Regione. E domani la Cgil torna in piazza.

Oggi pomeriggio in Regione si è svolto l’atteso incontro tra l’assessore alle attività produttive Campagnoli, i vertici del Gruppo Marazzi, le parti sociali e gli enti locali interessati. Dopo oltre due ore di confronto, sul metodo da seguire per chiudere al meglio la complessa vertenza, l’assessore Campagnoli ha deciso di aprire un tavolo negoziale istituzionale. D’ora in poi, dunque, la trattativa continuerà ufficialmente in Regione. Primo appuntamento già lunedì prossimo alle 14,30, quando le parti entreranno nel merito delle tre vicende più complesse: la chiusura dello stabilimento di Iano di Scandiano, gli esuberi tra gli impiegati e l’armonizzazione dei contratti tra dipendenti Marazzi e Ragno. Intanto proprio oggi, la Uil ha denunciato atti vandalici ai danni delle proprie bandiere esposte davanti alla sede del gruppo a Sassuolo. L’ennesima riprova della tensione che regna tra i lavoratori. Domani, Cgil di nuovo in piazza Lasceranno per qualche ora le fabbriche occupate e i presidi davanti ai cancelli per riportare la protesta in piazza, per rendere evidente a tutti il disagio di chi ha perso il lavoro o da mesi vive con i pochi euro della cassa integrazione. Domani, tornano ad incrociare le braccia i lavoratori della Cgil per lo sciopero provinciale di 4 ore, deciso dal comitato direttivo dell’Emilia Romagna. Un modo per tornare a chiedere al Governo risposte urgenti, alle domande poste con la manifestazione nazionale del 14 novembre. Misure urgenti di contrasto alla crisi per fermare i licenziamenti con l’estensione degli ammortizzatori sociali sia in termini di durata, perché ormai in molte aziende le 52 settimane consentite si stanno esaurendo, sia come valore economico, perché vivere con 700 euro al mese in Emilia Romagna è tutt’altro che facile. E soprattutto, per sollecitare il Governo, ad un cambio di rotta nella politica economica, con l’introduzione di sgravi fiscali che aumentino il potere d’acquisto di salari e pensioni, anche per rilanciare i consumi interni. Sciopero provinciale che coincide con quello nazionale del pubblico impiego, di scuola e università contro la legge finanziaria, il decreto Brunetta e il disegno di legge Gelmini sull’Università, in pratica contro i tagli a pubblico impiego e scuola voluti dal Governo. La manifestazione inizierà alle 9 con un presidio in piazza Sant’Agostino, da dove partirà il corteo per le vie del centro storico. Il comizio finale si svolgerà in Piazza Grande. In occasione dello sciopero, Azienda Usl, Atcm, Aimag non escludono possibili disagi agli utenti e riduzione dei servizi, anche se saranno garantiti quelli essenziali. Sciopero alla GambroE domani scioperano per 8 ore anche i dipendenti della Gambro-Dasco di Medolla, con presidio davanti ai cancelli dell’azienda dall’alba sino alle 14. I lavoratori chiedono alla multinazionale svedese di non ridimensionare il sito produttivo modenese e risposte certe sulle prospettive di sviluppo, a cominciare da nuovi investimenti nella ricerca.


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