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Blocco dei camion in entrata e in uscita dagli stabilimenti Marazzi di Sassuolo e a Fiorano. I lavoratori inaspriscono la lotta contro il piano di ristrutturazione del noto gruppo ceramico. Ma è scontro tra Cgil, Cisl e Uil.

S’inasprisce la vertenza Marazzi. Da stamattina i lavoratori del gruppo hanno iniziato a presidiare gli ingressi degli stabilimenti di Sassuolo e Fiorano, impedendo l’entrata e l’uscita dei camion. E’ la prima delle iniziative decise dopo l’annullamento dell’incontro di venerdì scorso a Confindustria ceramica tra sindacati e proprietà. Sale di tono, dunque, la protesta contro il piano di ristrutturazione del Gruppo Marazzi che prevede la chiusura degli stabilimenti Ragno di Sassuolo e di Iano di Scandiano, ma si sancisce anche la frattura tra i sindacati. Il blocco delle merci e le iniziative che si succederanno sino a giovedì prossimo, quando è previsto l’incontro in Regione tra la proprietà e i rappresentanti dei lavoratori alla presenza dell’assessore Campagnoli, sono state decise solo dagli aderenti alla Cgil di Modena e Reggio, mentre Cisl e Uil propendevano per una pausa di riflessione. La Marazzi, infatti, ha sempre ribadito che intende salvare il maggior numero possibile di posti di lavoro, nonostante le difficoltà del momento e la necessità di rivedere l’organizzazione produttiva. Proposta ritenuta inaccettabile dalla Cgil secondo cui a rischio ci sono oltre 200 posti di lavoro. Pieno sostegno alla protesta è stato espresso oggi dai vertici regionali e provinciali di Rifondazione Comunista secondo cui “la pesante ristrutturazione della Marazzi, pagata dai lavoratori, sarebbe un modello in negativo per gli altri imprenditori del distretto ceramico”.


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