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Sciopero di quattro ore stamattina per i lavoratori della Stb di Nonantola. L’azienda ha confermato la volonta di cessare l’attività entro fine anno. A rischio anche il pagamento degli stipendi e delle tredicesime.

Calo degli ordinativi e problemi di liquidità. Nel lungo elenco delle aziende travolte dalla crisi economica, e che hanno annunciato la volontà di cessare l’attività produttiva entro fine anno, è finita anche la Stb di Nonantola, impresa che produce macchine per infissi. I 66 dipendenti dell’impresa, per i quali si profila la perdita del posto di lavoro, oggi hanno dato vita ad un presidio davanti alla sede aziendale, per chiedere garanzie circa il pagamento degli ultimi stipendi e delle tredicesime, e di poter beneficiare degli ammortizzatori sociali, come cassa integrazione straordinaria e mobilità. Per fronteggiare questo momento di crisi i lavoratori chiedono alla proprietà di impegnarsi per ricercare nuovi partner che permettano la continuità lavorativa. Solidarietà ai 66 lavoratori è stata espressa dal sindaco di Nonantola, Pierpaolo Borsari, che nei prossimi giorni incontrerà la proprietà aziendale e i lavoratori.E sono già più di 17.000 i lavoratori metalmeccanici in cassa integrazione, un numero che a fine dicembre è destinato ad aumentare, anche per il periodo di “pausa natalizia lunga” che si apprestano a fare aziende come Maserati e Ferrari. Se  si  va  avanti così – commenta Giordano Fiorani, segretario della Fiom –  il 2010 sarà difficile da gestire. Crisi aziendali interessano  tanti  comuni: Sassuolo, Castelfranco, Carpi, Modena città, la Bassa  modenese.  Sassuolo  in  particolare,  per  la  forte  componente di manodopera  immigrata  (dal  Sud  Italia, ma anche straniera) rischia forti tensioni sociali per la minor presenza di reti sociali e familiari. “Nel  2010  ci aspettiamo nuove crisi aziendali –  ha detto Fiorani – le 52 settimane  di cassa integrazione finiranno in particolare per tante piccole e  piccolissime  imprese,  le  grandi  aziende  scaricano le difficoltà sui fornitori  ritirando loro le commesse, le aziende potrebbero essere tentate al riallineamento dell’occupazione al mercato. Ciò significa che ad un meno 30-35%   della   produzione   corrisponderebbe   l’espulsione   di  8-9.000 lavoratori!”. Sempre oggi il segretario della Fiom è intervenuto sul referendum promosso dai Fim e Uilm sul contratto dei metalmeccanici, accordo non firmato dal sindacato della Cgil. Fiorani ha criticato la mancanza di una informazione capillare in tutti i luoghi di lavoro sui contenuti  dell’accordo e ha annunciato due iniziative: entro fine anno la Fiom invierà una lettera a Confindustria e a tutte le imprese, associate  e non, che applicano il contratto di Federmeccanica, per diffidarle dall’applicare sul piano normativo l’accordo separato. A gennaio partirà, invece, una  raccolta firme a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare sulla democrazia nei luoghi di lavoro.Anche l’Università guarda con preoccupazione al difficile momento economico. Oggi l’inaugurazione dell’anno accademico, il numero 834, a Reggio Emilia. “Un paese che trascura la cultura, abbandona la ricerca ed non crea prospettive ai suoi giovani è un paese destinato fatalmente al declino” – ha detto il rettore Aldo Tomasi. Un invito a rimboccarsi le maniche e a fare sistema con gli enti locali e il  mondo economico. Un piano industriale vero e proprio più che una prolusione quella di oggi del rettore Aldo Tomasi all’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università di Modena e Reggio, quest’anno la cerimonia nell’ex caserma Zucchi di Reggio per la consueta staffetta con Modena. Una cerimonia come sempre suggestiva, con l’esibizione del coro dell’Università che ha cantato l’inno internazionale della gioventù universitaria. Ospite della giornata Federica Guidi, presidente dei Giovani imprenditori di Confindustria. 


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