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Disoccupazione da record e sempre più modenesi in cassa integrazione e mobilità. I dati di ottobre sull’occupazione sono allarmati. Anche per questo la Cgil torna in piazza. Proclamato per venerdì 11 lo sciopero generale provinciale.

2 milioni di disoccupati, l’8% della forza lavoro. Un dato che in Italia non si registrava dal 2004. Ad ottobre si sono persi altri 39mila posti di lavoro, 236mila dall’inizio dell’anno, con il tasso di disoccupazione tra gli under 30 che sfiora adesso il 27%. E a Modena i lavoratori interessati da ammortizzatori sociali sono ormai più di 30mila. Un quadro a tinte fosche destinato, secondo la Cgil, a peggiorare, avvicinandosi per molte aziende la scadenza delle 52 settimane consentite di cassa integrazione ordinaria. Anche per questo il sindacato ha proclamato per venerdì 11 dicembre uno sciopero generale provinciale di 4 ore, in concomitanza con quello nazionale del pubblico impiego, di scuola e università, con manifestazione in piazza Sant’Agostino alle 9 e concentramento in piazza Grande. La Cgil chiede al Governo di modificare radicalmente la propria politica economica. Di nuovo in piazza, di nuovo senza Cisl e Uil. La frattura tra i sindacati appare sempre più evidente. Per Donato Pivanti, segretario Cgil, "Cisl e Uil sono diventati sindacati contemplativi", e non più operativi.A Pivanti risponde Francesco Falcone, segertario provinciale Cisl: "L’egocentrismo della Cgil sta danneggiando i lavoratori. Noi siamo il sindacato del fare, dell’operare a favore dei lavoratori colpiti dalla crisi e non per strumentalizzarli in battaglie politiche".Marazzi, incontro in RegioneE per il 10 di dicembre, al pomeriggio, è stato convocato un incontro in Regione con sindacati e dirigenti della Marazzi, oltre ai rappresentanti degli enti locali interessati, a seguito della richiesta avanzata dal gruppo di accedere agli ammortizzatori sociali. L’assessore Campagnoli si augura che si possa anche arrivare a un piano industriale di rilancio dell’azienda. Protesta dipendenti CharitasMobilitazione e assemblea all’aperto, questa mattina, per i 120 dipendenti della Charitas, gli addetti socio assistenziali dell’ente che si occupa di ragazzi con gravi disagi fisici e psichici. Nodo del contendere tra dirigenza e lavoratori, spiegano i sindacati, il mancato riconoscimento del riposo compensativo, il salario accessorio molto basso e un atteggiamento, sostengono Cgil, Cisl e Uil, ben poco disponibile al confronto. I dipendenti si appellano ai proprietari dell’Istituto, Comune di Modena, Provincia e Curia, e lunedì 14, al pomeriggio, chiederanno di poter leggere un comunicato durante il consiglio comunale. Prima i lavoratori sfileranno per le vie del centro di Modena. La dirigenza Charitas, dal canto suo, spiega di non aver mai avuto atteggiamenti antisindacali o di chiusura, e di essersi sempre limitata ad applicare il contratto nazionale della categoria.Acimac: ancora segni menoSoffre il settore delle piastrelle e soffre, di conseguenza, quello dei costruttori di macchine per ceramica e laterizio. Acimac ha chiuso il terzo trimestre del 2009 con un -19%: la crisi dunque non è ancora superata e le imprese continuano a subire pesanti ridimensionamenti del giro d’affari in tutti i principali mercati. Ad arrancare sono soprattutto le aziende con fatturato inferiore ai 5 milioni di euro, che rappresentano la maggioranza del settore ma solo il 10% del fatturato totale: ebbene queste ditte hanno registrato un calo di quasi il 40% rispetto allo stesso trimestre 2008. La notizia positiva è che le previsioni per l’ultimo periodo dell’anno sono incoraggianti, con una ripresa sui mercati internazionali. L’associazione dei costruttori italiani di macchine per ceramica non nasconde l’incertezza per il futuro: a pesare sono soprattutto le difficoltà legate all’accesso al credito.


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